Cade il governo di Atene: gli scenari della disfatta

Grecia, domani si svolgeranno le elezioni politiche

 

di Giuseppe Cirillo

Lo strumento principale con cui i poteri forti finanziari stanno costringendo gli stati nazionali a cedere parti sempre più consistenti di sovranità, è stata la crisi dei debiti sovrani europei e quindi gli attacchi speculativi nei confronti dei titoli di stato dei paesi da sottomettere. La Grecia è stato il primo paese ad essere attaccato ed attualmente sta pagando il prezzo più amaro nel seguire l’austerity imposta da Bruxelles. Oggi c’è stato il terzo scrutinio parlamentare per poter eleggere il Presidente della Repubblica. La legge greca prevede che nei primi due turni siano necessari 200 parlamentari per eleggerlo, mentre nel terzo 180, ma anche il terzo è fallito e quindi, secondo la costituzione greca, se non si riesce ad eleggere il Presidente, cade il governo e si va ad elezioni anticipate che si svolgeranno il 25 gennaio, nel mentre la borsa di Atene perde dieci punti percentuali e lo spread sui titoli di stato ellenici torna ad crescere.

Ora proviamo a delineare i possibili scenari che quindi potrebbero verificarsi, ma prima di elencarli abbiamo scritto nel titolo “scenari della disfatta” perché probabilmente da ora in poi si mostrerà la fase finale della disfatta dello stato nazionale greco e la sua completa cessione di sovranità all’Europa e vediamo il perché. Dobbiamo premettere che il parlamento di Atene è composto da 300 seggi, 250 eletti con sistema proporzionale e il restanti 50 come premio al primo partito. I principali partiti in corsa e i relativi ultimi sondaggi potete vederli in questo ottimo link: Greece General Election. Come si può notare attualmente il favorito è il partito Syriza guidato da Tsipras, movimento di estrema sinistra che vuole fermare l’austerity e cancellare parte del debito greco. Passiamo ora ai nostri scenari:

1) Larga vittoria di Syriza (estrema sinistra) e accordo per eleggere presidente, blando attacco speculativo: il partito di estrema sinistra Syriza è il primo partito e riesce scendendo a compromessi con i partiti europeisti ad eleggere il presidente. Attacco speculativo per indicare la direzione giusta al nuovo governo, tradimento delle promesse elettorali e minimo accoglimento delle richieste da parte di Bruxelles. La disfatta del paese continua gradualmente. Possibile ristrutturazione del debito come chiesto da Syriza in cambio di grande cessione di sovranità. Vittoria soft dell’Eurocrazia.

2) Larga vittoria di Syriza e accordo con KKE(comunisti) e con parte del PASOK(sinistra moderata): creazione quindi di un governo fortemente di sinistra, durissimo attacco speculativo, probabile bancarotta del paese e di conseguenza due opzioni:
a) Rivolta anticomunista guidata dai neonazisti di Alba Dorata stile rivoluzione ucraina e quindi ribaltamento del risultato elettorale da parte della piazza, caos e rischio guerra civile tra neonazisti e comunisti;
b) Nel caso di bancarotta colpo di stato militare contro il governo oppure in seguito ad esplosione sociale fomentata dai neonazisti, con la scusa di ristabilire l’ordine (strategia Egitto, prima rivoluzione islamica, poi colpo di stato militare).
c) Nonostante intervento esercito continua i disordini e la guerra civile per un tempo indeterminato, creazione di emergenza dell’Esercito Europeo o utilizzo di una forza di intervento come l’Eurogendarmeria.
In tutti questi casi totale cessione di sovranità della Grecia e probabile guida militare del paese oppure direttamente da parte di un commissario europeo. Quindi totale eliminazione della nazione greca. Vittoria hard dell’Eurocrazia.

3) Vittoria di Syriza e impossibilità di raggiunge un accordo, nuove elezioni anticipate: Syriza vince le elezioni ma non riesce a raggiunge i 180 parlamentari per eleggere il presidente. Riconvocazione delle urne e quindi di nuove diverse opzioni:
a) Vittoria dei partiti europeisti
b) Grandissima vittoria di Syriza (improbabile)
c) Colpo di stato militare nel caso di collasso dell’economia e quindi torniamo alle opzioni precedenti.

4) Vittoria a sorpresa dei partiti europeisti e accordo per eleggere presidente: in questo caso vincono i partiti europeisti e riescono a questo punto ad accordarsi con Syriza per eleggere il presidente in cambio di un leggero allentamento dell’austerity. Continua la graduale disfatta greca, Syriza inizia il suo declino, probabile crescita degli estremismi, comunisti e neonazisti.

5) Vittoria a sorpresa dei partiti europeisti e nessun accordo per eleggere presidente: in questo caso si dovrebbe tornare alle urne da dove probabilmente uscirà un risultato simile. Continua l’attacco speculativo, possibile cambiamento unilaterale della costituzione sotto l’egida dell’Unione Europea e in nome della stabilità. Probabili moti di piazza.

6) Caso 1,4,5 con deriva violenta: gli scenari 1,4,5 potrebbero comunque portare alla bancarotta o ad una grave recessione quindi la deriva violenta, il rischio guerra civile, l’intervento militare o addirittura europeo potrebbero ripresentarsi.

In sostanza questo è il quadro della situazione, in quasi tutti i casi l’Eurocrazia spezzerà le reni alla Grecia. Molti si sono entusiasmati per la caduta del governo greco e credono che Tsipras cambierà l’Europa, io credo che questa sia solo un’illusione; se ragioniamo su chi veramente comanda in Europa, cioè i poteri forti finanziari che hanno più potere economico di interi stati nazionali, sicuramente un partito di un piccolo paese europeo non gli fa nessuna paura anzi probabilmente è già tutto programmato. Credo che gli eurocrati questa volta vogliano usare le manieri forti e definitivamente togliere la sovranità alla Grecia. Non fatevi illusioni, nessuno uscirà dall’Unione Europea, questo è un piano ben calcolato per eliminare gli stati nazionali attraverso le crisi e non solo io lo dico, ma gli stessi Monti e Draghi lo hanno praticamente ammesso. La presenza in Grecia di un forte partito neonazista, Alba Dorata, potrebbe servire a replicare lo scenario ucraino e quindi a portare la Grecia verso la guerra civile. In caso di guerra civile non escludiamo tensioni con la nemica storica, cioè la Turchia e la presenza di mercenari albanesi e/o slavi e inoltre la possibilità che la Grecia si frantumi in Attica, Tessaglia, Tracia, Creta e Dodecanneso favorendo il movimento centrifugo molto utile alla creazione del Superstato Europeo.

Molti lettori potranno vedere un certo fatalismo nelle mie argomentazioni, ma assolutamente io non sono tra quelli che dicono che “tanto tutto è inutile, è già tutto scritto”. Io certo, credo che questo sia un piano ben studiato e ragionato per creare unico stato europeo, ma al tempo stesso credo che il cambiamento sia possibile se tutti ci impegneremo, ma sicuramente questo non passerà mai per le urne finché esistono dei poteri finanziari che hanno un potere decisamente superiore alla politica ed ai governi. Quando e se abbatteremo questi poteri, allora si potrà ripensare alla democrazia, ora come ora questa è solo una triste presa in giro. Noi continueremo a monitorare la situazione greca, per vedere e capire la strategia dell’Eurocrazia nel raggiungimento del suo obiettivo principale, cioè l’eliminazione degli stati nazionali, in attesa anche di vedere chi sarà il prossimo bersaglio: a nostro avviso probabilmente Spagna, Italia, Francia, paesi dell’est non propriamente allineati (Ungheria, Cechia, Serbia, Bulgaria), Turchia, Inghilterra e credo per ultima la Germania. Senza dimenticarci che continua la pressione contro l’orso russo, dato che il rublo proprio oggi torna a crollare.Non perderti il mio ultimo libro, Libertà Indefinita, un saggio sulla libertà e sulla legittimità di un sistema, il nostro, sempre più contestato dalla popolazione. In uscita a Gennaio 2015.

hescaton



   

 

 

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