Volontaria uccisa, la madre: “faremo una festa con tutti gli amici”

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«Quando Gaia tornerà a casa faremo una festa con tutti i suoi amici e con la musica dei Pink Floyd, che le piaceva tanto. Vorrei che la sua morte avesse un senso, vorrei darle un significato “buono”, pieno di quella “luce dell’anima” che lei disseminava a chi le era vicino». Valentina Carraro parla così, in un colloquio con il quotidiano piacentino «Libertà», della figlia uccisa il giorno di Natale in Brasile, a 300 km da Fortaleza. (corriere)

«Gaia – ricorda la mamma – era sempre in giro per il mondo, prima per studiare, poi per lavoro, infine per questo volontariato umanitario che era diventato la ragione della sua vita. Era in Brasile con un progetto internazionale di aiuto, prima era stata a San Paolo ad insegnare l’inglese ai bambini delle favelas, poi a Fortaleza. Aiutando questi bambini aveva completato un suo percorso spirituale importante.

Nell’imminenza del Natale aveva deciso di andare con un’amica brasiliana in vacanza a Jerocoacoara, una spiaggia naturalista molto bella. Ne avevamo parlato il giorno prima della sua morte, mi aveva contattato su Skype e poi al telefono. Mi raccontava in che luogo meraviglioso si trovava, voleva aprire con me un bed & breakfast e immaginava già di portarci anche il nonno, mio papà, per cucinare e il suo fratellino per fare windsurf».



   

 

 

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