Amministrazioni comunali: incapaci o in malafede?

strisce pedonali

 

Strisce pedonali – Molti Comuni non riescono a tirare avanti per mancanza di soldi. Allora perchè non fanno rispettare ‘il prossimo’ e il codice della strada, guadagnando? – si chiede Armando Manocchia –

 

No, tranquilli! Non vogliamo altri Autovelox e nemmeno sanzioni per soste vietate, ma il rispetto dei pedoni sì, quello lo pretendiamo: diversamente abili, anziani, uomini e donne (anche con carrozzine) e bambini rischiano la vita ogni volta che devono attraversare la strada. Per quale recondito motivo, per  attraversare sulle strisce pedonali, una persona deve provare le stesse emozioni come se ‘giocasse alla roulette russa’? Le cosiddette zebre, sono le più snobbate d’Italia. E dire che i Comuni spendono un patrimonioi pagando ogni anno aziende per il loro rifacimento.

Strisce pedonali

Secondo una ricerca dell’Asaps, Associazione amici della polizia stradale, sono pochi i conducenti che si fermano davanti agli attraversamenti pedonali, anche in presenza di un impianto semaforico dedicato. Un monitoraggio condotto su 5 capoluoghi di regione rileva che la città più virtuosa è Milano, dove il 47% di automobilisti da’ la precedenza ai pedoni; seguono Firenze con il 43%, Palermo (39%), Napoli (38%), maglia nera a Roma (30%).

Non occorre essere scienziati, ma i Comuni che intendessero fare cassa e allo stesso tempo contribuire al senso civico nel far rispettare da un lato i pedoni e dall’altro il Codice della strada dovrebbero far ‘vigilare’ gli attraversamenti pedonali dalla Polizia Municipale, scoprirebbero una fonte inesauribile di guadagno. I trasgressori infatti, vengono sanzionati dai 162 a 646 euro, per non parlare della decurtazione di 8 punti dalla patente. Vi immaginate che business per i Comuni?

@Armando Manocchia



   

 

 

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