Turchia: mandato d’arresto contro Gulen, l’imam miliardario filo-USA

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19 dic 2014 – La magistratura turca ha spiccato un mandato d’arresto contro l’imam Fethullah Gulen, nemico giurato del presidente islamo-conservatore Recep Tayyip Erdogan, in esilio negli Stati Uniti dal 1999. Lo si e’ appreso dai media turchi.

Gulen, 73 anni, e’ accusato di essere il “leader di una organizzazione terrorista”, afferma l’emittente pubblica Trt. Ex alleato del regime turco, l’influente religioso e’ accusato dal governo di complottare nell’ombra con l’obiettivo di rovesciarlo. (con fonte Afp)

Gulen,  pur vivendo all’estero in esilio volontario negli USA esercita una fortissima influenza su polizia e magistratura e su una parte dei media turchi. Egli afferma che i musulmani devono comportarsi in base agli insegnamenti del Corano e del Profeta Maometto.

Il movimento guidato da Gulen controlla associazioni professionali e studentesche, organizzazioni caritatevoli, aziende, scuole, università, radio, televisioni e quotidiani e ha milioni di membri sia in Turchia che all’estero, nonché in Italia. Il predicatore, in esilio volontario negli Stati uniti dal 1999, (in una fortezza dove è protetto, dicono i vicini, da un centinaio di guardie turche con tanto di elicottero.) si è pronunciato più volte a favore dei diritti umani e del processo di democratizzazione e promuove una visione liberale dell’Islam, ma secondo i suoi critici dietro a quest’immagine tollerante si nasconderebbe invece un personaggio poco trasparente e un sistema clientelare occulto con infiltrazioni nella polizia e il sistema giudiziario turco.

Fethullah Gulen, in un’ intervista pubblicata tempo fa sul sito del mensile americano the Atlantic, ha criticato fortemente l’operato del governo Erdogan: “E’ fondamentale per la Turchia preservare le conquiste fatte, in parte grazie alla relazione in corso con l’Europa, e avanzare nel processo di democratizzazione – ha detto Gulen che  gestisce, secondo i critici, una cifra tra i 22 e i 50 miliardi di dollari.

Un rapporto dell’intelligenza turca MİT, lo ha dichiarato un “agente della CIA”, e nelle sue memorie, Osman Nuri Gündeş, ex-capo dei servizi segreti turchi, parlò di una stretta collaborazione tra Gülen e la CIA in Asia Centrale, dove gli agenti statunitensi agivano sotto la veste di “insegnanti d’inglese” nelle scuole del movimento.

I primi segnali che qualcosa nel rapporto tra Erdogan e Gulen si stava incrinando sono quando, nel pieno delle manifestazioni a difesa del parco Gezi il quotidiano Zaman, vicino alla confraternita, ha dato spazio a opinioni sempre più critiche verso il premier. Una presa di posizione che la stampa pro-governativa ha interpretato come un cambio di linea del movimento di Gulen accusato di aver alimentato le proteste per mettere in difficoltà il premier.



   

 

 

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