Svendita dell’Italia, Padoan: Il 2015 sarà l’anno delle privatizzazioni

Padoan

 

Il 2015 sarà l’anno delle privatizzazioni: si parte con Poste, Enav e Ferrovie

Ci siamo. Come annunciato il 2015 sarà l’anno delle privatizzazioni. Un piano iniziato con Letta premier e continuato da Renzi che, negli obiettivi, dovrebbe portare nelle casse del governo circa 10 miliardi di euro, cioè praticamente nulla, rispetto ad un debito pubblico che è oltre i 2000 miliardi di euro.. Il tutto, con un “ma” grande come una casa: “Ma dovremo fare i conti con il mercato”.

A parlare al Messaggero è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che spiega come i primi gioielli di famiglia ad andare sul mercato saranno Poste, Enav e Ferrovie dello Stato.

Nel 2014 il mercato non ci è stato favorevole, tuttavia abbiamo portato in Borsa Fincantieri e Rai Way, quest’ultima ci ha dato grande soddisfazione. Per il 2015 abbiamo in cantiere Poste, Enav e probabilmente Fs. Prima però collocheremo un’altra quota di Enel.

LE QUOTE – Il 40 per cento di Poste; il 49 di Enav, circa il 40 di Ferrovie dello Stato. Obiettivo: dieci miliardi di euro “ma naturalmente – avverte – dovremo fare i conti con il mercato. Ma siamo fiduciosi”.

IL DEBITO – Il debito, spiega il ministro, “crescerà ancora, probabilmente per buona parte del 2015. Solo nel 2016 la curva del debito comincerà a cadere in modo significativo. E poichè la crescita è il fattore determinante nel processo di riaggiustamento, fino a quando il Pil non avrà riconquistato stabilmente il segno più è impensabile che si riesca a migliorare significativamente la situazione” ma “gli italiani avranno più soldi in tasca”.

GLI 80 EURO – Gli 80 euro, spiega, “visto che in busta paga ci saranno anche negli anni a venire, qualche effetto lo produrranno. Ne sono certo. Per non parlare del fatto che inciderà non poco anche il taglio dell’Irap sul lavoro”. Tuttavia, aggiunge, “non ho mai detto che la crescita sia la sola via, ci muoviamo anche in altre direzioni. A esempio in quella della valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato. O del collocamento in Borsa di quote importanti di partecipate pubbliche”.

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