La carriera di Napolitano è una réclame per i nemici delle istituzioni. Accusi se stesso

Giorgio-napolitano

 

14 dic – Spettacolo deprimente a due voci, quello cui stiamo assistendo. Napolitano e Renzi hanno dichiarato ieri il loro fallimento. Ma invece di attribuirsene onestamente le colpe, chiamando a un grande sforzo collettivo gli italiani e le forze politiche, che fanno? Esaltano se stessi. Si innalzano sopra le nuvole, e come se fossero Giove minacciano”.

Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. “Napolitano ha constatato la crescita eversiva dell’antipolitica e della corruzione. Ma si rende conto che la sua stessa carriera è una réclame per i nemici delle istituzioni? È di fatto l’esemplare più nobile e cospicuo dell’arte del galleggiamento di errore in errore, senza mai averne pagato il dazio, ma anzi sfruttando persino l’attitudine al pentimento ideologico per innalzare il suo scranno fino alla doppia sublime soglia del Quirinale?

Non ha avuto scrupoli a essere il teorico ufficiale del Partito comunista, praticando un vero e proprio concorso esterno alla strage ungherese perpetrata dai carri armati sovietici. Queste cose in un qualsiasi Paese del mondo si pagherebbero. Da noi sono un trampolino”. “Ora accusa come eversiva l’anti-politica? Ma cosa c’è stato di più eversivo della democrazia di un Partito comunista quinta colonna dell’Urss, mantenuto dall’Oro di Mosca e dalle Coop, con l’aggiunta dell’interscambio italo-sovietico come giacimento di tangenti ante-litteram?

Napolitano ha ricevuto la grazia per quel crimine morale orrendo, senza neanche essere stato messo sotto accusa, ed è salito al Quirinale. Ed ora ha preteso di negarla a Berlusconi. Dopo di che ha fomentato l’antipolitica accettando come nulla fosse il diktat telefonico della Merkel che premeva per le dimissioni forzose del governo Berlusconi. Ora se la prende con chi vede l’Europa come una forza oscura: ma non sono stati i due “officials” europei a chiedere a Obama di aiutare la Ue a defenestrare Berlusconi? Obama non li ha ascoltati, perché non voleva “sporcarsi le mani del sangue” di Berlusconi. Be’, i due (Sarkozy e Merkel) hanno trovato a Roma una bella complicità.

Dopo di che Napolitano per tre volte ha scelto presidenti del Consiglio imposti da ragionamenti usciti dalla sua testa di compagno, invece che dal voto degli italiani”. “E adesso che fa? Attacca l’antipolitica di Grillo, l’antieuropeismo della Lega, la corruzione di Roma? Quella corruzione, per partire dal fondo, ha un nome che si rincorre nelle storie criminali di corruzione degli ultimi anni, ma purtroppo per lui anche nei finanziamenti del partito politico da cui viene e da cui ha preso e piazzato a Palazzo Chigi il segretario. Accusi se stesso. Chiami alla coesione nazionale, invece di invocare per se stesso l’alloro su tutti i giornaloni e i Tg, prontissimi a inchinarsi alla statua che egli ha costruito di se stesso”, conclude ‘Il Mattinale’.



   

 

 

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