Mafia Roma, Carminati sapeva dell’arresto. Gli inquirenti “Stava per fuggire”

manette4 dic. – Si era fatto piu’ guardingo e aveva improvvisamente cambiato le proprie abitudini: aveva smesso di usare il cellulare e si serviva di cabine telefoniche per contattare i suoi amici, non dormiva piu’ a casa e stava sempre in giro. Massimo Carminati si sentiva braccato, come se fosse stato avvertito dell’arrivo di un provvedimento restrittivo a suo carico. Per questo i carabinieri del Ros lo hanno fermato domenica, due giorni prima di eseguire gli altri arresti, sottoponendo a perquisizione la sua casa di Sacrofano alla ricerca di armi da guerra. Armi che poi non sono state trovate.

Ultimamente Carminati si era fatto vedere piu’ di una volta anche a piazzale Clodio, probabilmente alla ricerca di qualche consiglio sul da farsi. Chi indaga ritiene che proprio alla fine della scorsa settimana qualcuno (ancora da identificare) lo avesse allertato e che il capo dell’associazione di stampo mafioso avesse preso in considerazione l’idea di scappare.

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Chi proteggeva banda Carminati? Sospetti su poliziotti e carabinieri

– Roma, 4 dic. – C’era Massimo Ursini, detto ‘Massimetto la guardia’, un appartenente alla Polizia di Stato che forniva “numerosi congegni elettronici a prezzo fuori mercato”. Poi c’era Lucio Camilletti, un ex carabiniere che in passato aveva fornito un paio di esemplari di cane di razza Corso. E c’era Salvatore Nitti, anche lui definito ‘Salvatore la guardia’, poliziotto in pensione. Sono alcuni dei rappresentanti delle forze dell’ordine la cui posizione e’ attualmente al vaglio dei magistrati della procura di Roma che vogliono capire la natura dei contatti e dei rapporti avuti con Massimo Carminati e con altri esponenti del sodalizio di Mafia Capitale finiti in manette due giorni fa.

Obiettivo degli inquirenti e’ accertare se l’ex terrorista dei Nar e gli altri associati abbiano goduto nel tempo di coperture e appoggi da parte di soggetti in divisa. Al vaglio di chi indaga c’e’ anche la posizione di due persone che il 4 ottobre del 2013 – stando all’ordinanza cautelare del gip Flavia Costantini – incontrarono Carminati in un distributore di benzina di Corso Francia, usato dal sodalizio come base per riunioni e appuntamenti, giungendo a bordo di un’Alfa 156 intestata alla Questura di Roma. “Gli interlocutori – si legge – dialogano del trascorso criminale di Carminati facendo comprendere che essi avessero ben chiara la caratura del personaggio con cui si stavano relazionando. I due discutono apertamente con Carminati del fatto che questi fosse oggetto di un’indagine condotta dalle forze di Polizia, motivo per cui egli avrebbe dovuto adottare delle cautele ritenute necessarie al fine di evitare l’attenzione degli inquirenti sulla sua figura. ‘Perche’ adesso te stai sotto indagine…
devi evitare…’ gli fa un poliziotto e Carminati ‘e’ un casino. Adesso so’ un vecchietto'”.

I due agenti – si legge ancora nel documento del gip – “si mostrano attratti e affascinati dal passato e dalla levatura criminale di Carminati, al punto che uno dei due afferma ‘…io starei due giorni a sentirti’, mentre lo stesso Carminati appare compiaciuto dell’effetto che il proprio peso criminale, nonche’ quello dei soggetti che all’epoca avevano costituito l’organizzazione di cui Carminati era parte, provoca negli interlocutori asserendo che ‘quella e’ la storia… la nostra storia… hai capito?'”. Tra gli altri soggetti che gravitavano attorno al gruppo Carminati c’e’ anche un altro poliziotto, tale Federico definito in una conversazione dall’ex terrorista dei Nar “forte ed esperto e a disposizione per qualunque cosa“.
Risale al maggio 2013, infine, un contatto tra alcuni indagati e diversi militari, tra cui un appuntato scelto in servizio al nucleo operativo presso la compagnia di Roma Trastevere. Il gip evidenzia come non sia chiarissimo lo scopo di questi incontri ma “gli elementi raccolti consentono di affermare che gli indagati avessero in programma un’attivita’ illecita, probabilmente una rapina, da effettuare con la complicita’ degli appartenenti all’Arma“. (AGI) .



   

 

 

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