Gas, Bulgaria a Putin: lo stop al South Stream non è colpa nostra ma della UE

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2 dic – Il presidente bulgaro Rosen Plevneliev ha respinto oggi le accuse del leader russo Vladimir Putin, secondo le quali lo stop di Sofia alla costruzione del gasdotto South Stream, maturato per non entrare in conflitto con l’Unione europea, ha reso impossibile il progetto. Questo mentre a Sofia c’è anche chi pensa che l’inquilino del Cremlino stia bluffando e non abbia veramente rinunciato al progetto.

“E’ chiaro a tutti che South Stream non è un progetto solo tra Russia e Bulgaria, ma tra Russia e Ue…La decisione è interamente nelle mani della Russia e dell’Unione europea“, ha detto Plevneliev ai giornalisti.

Ieri Putin ha annunciato la fine del progetto South Stream e la riarticolazione del tracciato che il gas russo dovrebbe seguire per raggiungere l’Europa, bypassando l’Ucraina, verso la Turchia. E ha accusato Sofia di aver rinunciato alla sua sovranità e ceduto alle pressioni della Commissione europea, rinunciando così a ricchi introiti per il transito del gas.

Saipem crolla in Borsa. Le azioni del gruppo, già sotto pressione nelle ultime sedute per la discesa del prezzo del petrolio, hanno lasciato sul terreno il 10,84% a 10,03 euro dopo l’annuncio del presidente russo, Vladimir Putin, di fermare la costruzione a causa della mancanza di volontà della Ue di sostenere il gasdotto.

Saipem in un comunicato si è limitata ad affermare di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale sull’interruzione del contratto, precisando tuttavia che “modalità di interruzione dei lavori e di eventuale cancellazione sono disciplinate contrattualmente”.

Nessun impatto invece su Eni, che detiene il 20% del progetto: il titolo, anzi, ha chiuso in rialzo dello 0,7%



   

 

 

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