“Abbassa il volume”, lite furibonda nel centro per rifugiati. Nigeriano accoltellato

 

coltello29 nov – Una lite iniziata per futili motivi e terminata con un accoltellamento. E’ successo in una struttura in cui risiedono 24 persone richiedenti asilo, di varie nazionalità, a Volterra, nei pressi della ex scuola elementare di Santa Chiara, in Borgo S.Giusto. E’ passata da poco l’una di notte quando l’attenzione della Polizia, in transito nella zona per i controlli del territorio, viene richiamata da un nigeriano di 24 anni, O.U. le sue iniziali, che affermava di essere stato appena accoltellato da un altro ospite della struttura, B.C., un nigeriano di 23 anni.

Il ferito è stato così accompagnato in ambulanza all’ospedale perchè era ferito all’addome, mentre gli agenti sono entrati nel centro di accoglienza per fare luce sull’episodio. Identificato l’aggressore, egli ha ammesso di aver avuto un diverbio con O.U., consegnando anche il coltello che aveva usato per colpirlo; anch’egli lamentava contusioni per la colluttazione, ragion per cui è stato accompagnato in ospedale.

Dalle testimonianze raccolte tra gli stranieri, anche con l’aiuto di interpreti, pare che il diverbio sia iniziato tra i due per futili motivi (il volume di una radio troppo alto) e sarebbe degenerato prima in una semplice scazzottata e poi in una furibonda lite durante la quale è stata vibrata la coltellata. A nulla sono valsi i tentativi dei compagni che a più riprese hanno provato a calmare e fermare i contendenti.

Al pronto soccorso dell’ospedale di Volterra, a B.C. sono state diagnosticate semplici contusioni giudicate guaribili in 5 giorni, mentre O.U. ha riportato una ferita da punta di coltello di circa 3.5 cm inferta però, come gli agenti del Commissariato di Volterra hanno potuto apprendere nel corso della notte al pronto soccorso, con talmente tanta forza che la lama si era conficcata in una costola dove ha lasciato un frammento metallico senza colpire organi vitali.

Il 23enne è stato quindi dichiarato in arresto, dato che la coltellata poteva essere mortale e la lama, se non si fosse infranta sulla costola, avrebbe certamente colpito organi vitali.

Attualmente il giovane si trova presso la casa circondariale Don Bosco di Pisa.

pisatoday.it



   

 

 

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