Tangenti milionarie e un collaboratore scomparso. Perché Marino salvò Di Stefano?

ITALY-ROME-FORO AUGUSTO

 

PERCHE’ IL SINDACO MARINO SALVO’ DI STEFANO?

28 nov – “Sono settimane che la stampa nazionale riporta indiscrezioni e brani di intercettazioni riguardanti un’inchiesta della Procura di Roma sull’onorevole Marco Di Stefano, accusato di aver intascato tangenti milionarie quando era Assessore di Marrazzo, con tanto di presunto collaboratore desaparecido, forse assassinato, altrettanto presunti conti correnti in Svizzera, oltre a strani criminali apparentemente coinvolti nella vicenda.

Ovviamente l’onorevole Marco Di Stefano è per me innocente fino a prova contraria. Tuttavia esiste un problema politico che l’opposizione ha il dovere di porre: le primarie del Partito Democratico furono davvero manipolate, come afferma Di Stefano in un’intercettazione?

Quale fu la catena di comando che indusse il sindaco Marino a chiedere a ben tre diverse parlamentari di dimettersi per entrare in Giunta, favorendo così l’ingresso di Di Stefano alla Camera quando era già indagato, aveva già subito perquisizioni ed era già scomparso nel nulla il suo presunto collaboratore?

In sostanza, perché il Sindaco salvò il soldato Di Stefano? Sull’argomento ho presentato oggi un’interrogazione parlamentare, ma mi auguro che sia il primo cittadino pro-tempore a chiarire questa vicenda, possibilmente senza cambiare versione sei o sette volte e senza sottovalutarne l’importanza politica”. Lo ha dichiarato il senatore Andrea Augello.



   

 

 

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