Volano gli stracci nel M5S. Grillo a Pinna: “Si tiene lo stipendio”. Lei: “Falso”

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27 nov – Massimo Artini e Paola Pinna dal m5s nel mirino di Grillo e Casaleggio che, attraverso il blog, hanno avviato la procedura di espulsione. Gli iscritti cinquestelle dovranno votare a favore o contro l’espulsione motivata dalla “violazione del codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio “.

Violazione del regolamento – “I cittadini deputati Massimo Artini e Paola Pinna stanno violando da troppo tempo il codice di comportamento dei Parlamentari M5S sulla restituzione di parte dello stipendio liberamente sottoscritta al momento della loro candidatura senza la cui accettazione non sarebbero stati candidati”, si legge sul blog

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PAOLA PINNA  – “Quanto apparso poco fa sul blog di Grillo è falso. Per non parlare di quella che è una vera e propria sospensione dello stato di diritto. Il sondaggio sull’espulsione è una violazione delle regole perché non passa dall’assemblea, perché si danno informazioni false e perché c’è solo una versione”.

Così Paola Pinna, deputata cagliaritana M5S sottoposta a procedura di espulsione, sulla sua pagina Facebook. “Non è vero che mi son tenuta i soldi – afferma – ma ho versato la parte prevista a Fondo di garanzia per le Pmi e Caritas”. L’accusa mossa da Grillo, infatti, è motivata dalla “violazione del codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio” da parlamentare.

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E’ stata avviata sul blog di Beppe Grillo la procedura di espulsione di due deputati del movimento, Massimo Artini e Paola Pinna.

Gli iscritti cinquestelle dovranno votare a favore o contro l’espulsione motivata dalla “violazione del codice di comportamento sulla restituzione di parte dello stipendio”. Un’accusa dalla quale la Pinna si difende. “Quanto apparso poco fa sul blog di Grillo – attacca la deputata sulla sua pagina Facebook – è falso. Per non parlare di quella che è una vera e propria sospensione dello stato di diritto.

Il sondaggio sull’espulsione è una violazione delle regole perché non passa dall’assemblea, perché si danno informazioni false e perché c’è solo una versione”. “Non è vero – sottolinea – che mi son tenuta i soldi ma ho versato la parte prevista a Fondo di garanzia per le Pmi e Caritas“. Ho versato la parte” dell’indennità parlamentare “prevista dal codice di comportamento al Fondo di garanzia per le Pmi e i risparmi sui rimborsi forfettari di soggiorno a Roma alla Caritas. Perché c’è chi sta molto peggio di chi ancora può chiedere un prestito seppur assistito da garanzia dello Stato: c’è anche chi ha chiuso l’attività e chi ha perso il lavoro o non l’ha mai avuto”, spiega Paola Pinna

. “Sul sito www.tirendiconto.it abbiamo deciso di non pubblicare” il resoconto delle spese “in 18” parlamentari, “perché ci sono troppi dubbi sulla gestione e attendiamo delle risposte. Tutti abbiamo pubblicato i rendiconti sui nostri blog”, afferma Pinna, replicando alle accuse sulla base delle quali è stata avviata la procedura di espulsione dal M5S.

“Sul mio blog www.paolapinna.it sono caricate le contabili dei bonifici fino al mese di settembre, tre mesi in più rispetto al blog” A difesa dei due colleghi anche la deputata M5s Patrizia Terzoni. “Beppe – twitta la parlamentare lanciando l’hashtag #BeppeQuestaVoltaNonCiSto – questa volta non ci sto. Espellere Paola Pinna e Massimo Artini? No! Hanno restituito” una parte dell’indennità parlamentare, “lo sapete! Diffondete la verità!”. Poi si Facebook spiega: “Paola Pinna e Massimo Artini hanno rendicontato e restituito tutto! Lo staff, i capigruppo e tutti noi deputati lo sappiamo! Sono mesi che chiediamo una congiunta sui problemi connessi al ‘tirendiconto’ e non ci è stata mai e dico mai concessa! Ora questo! Basta!!!”.



   

 

 

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