Niente Cresima con i compagni, il card. Romeo isola il figlio del boss (che studia dai gesuiti)

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Il cardinale Paolo Romeo

 

23 nov. – No alla cresima in cattedrale per il figlio 17enne di uno dei fratelli Graviano, ritenuti i mandanti dell’omicidio di padre Pino Puglisi, parroco di Brancaccio, sepolto proprio nella chiesa madre di Palermo. “Noi ci auguriamo che questo giovane – spiega il vescovo ausiliare Carmelo Cuttitta, che fu allievo del prete beato ucciso dalla mafia – scelga una vita giusta, cresca bene, che faccia un percorso diverso da quello del padre. Non crediamo certamente che le colpe dei padri ricadano sui figli, ma non e’ apparso opportuno celebrare il sacramento della cresima nello stesso luogo sacro in cui si trovano le spoglie di don Puglisi”.

Prevista per il giovane una celebrazione privata in una cappella; separato, dunque, dai compagni liceali del Centro educativo ignaziano, gestito dai gesuiti.

Il cardinale Paolo Romeo non ha negato il Sacramento della Cresima in assoluto al figlio di uno dei boss Graviano, studente liceale del Centro educativo ignaziano, “ma ha soltanto evitato che ricevesse il Sacramento stamani insieme agli altri giovani, nella chiesa Cattedrale dove riposano le spoglie del Beato Padre Pino Puglisi”, sottolinea il cardinale Paolo Romeo, per il quale “non e’ stata soltanto una scelta di prudenza: certamente i figli non possono portare e non portano i pesi dei padri, anzi un figlio che si trova in queste circostanze e’ maggiormente attenzionato dalla Chiesa perche’ Dio ha sempre avuto una particolare predilezione verso i piu’ deboli. Bisogna pure pensare che in Cattedrale riposano le spoglie di padre Puglisi, ucciso da persone che non mi pare abbiamo mai avuto segni chiari anche di dolore di cio’ che hanno commesso. Non dimentichiamo che don Pino Puglisi e’ un martire perche’ ucciso in odio della Fede”.

Le calze dei clandestini nell'acquasantiera

Le calze dei clandestini nell’acquasantiera

Al giovane comunque non sara’ negato il Sacramento che completa l’Iniziazione cristiana, che ricevera’ in forma privata, in un’altra chiesa, non in maniera solenne e in pubblico. C’era infatti, il pericolo che la presenza del giovane tra i cresimandi di stamani in Cattedrale fosse strumentalizzata. “Anche in precedenza ci sono stati casi analoghi – aggiunge il vescovo ausiliare mons. Carmelo Cuttitta – Ci auguriamo che questo ragazzo faccia un percorso diverso da quello del padre, che cresca bene e abbia una vita giusta”.

Padre Puglisi fu ucciso il 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, dal killer Salvatore Grigoli, nel quartiere controllato dai boss Graviano. Furono loro a ordinarne l’eliminazione. Una morte in “odium fidei”, come e’ stato decretato dalla Congregazione per le cause dei santi, che ha dichiarato Puglisi martire. Romeo “il padre non si e’ mai pentito” “Un figlio che si trova in queste circostanze e’ maggiormente attenzionato dalla Chiesa, ma bisogna pensare che in Cattedrale riposano le spoglie di padre Puglisi, ucciso da persone che non mi pare abbiamo mai avuto segni chiari anche di dolore di cio’ che hanno commesso. Non dimentichiamo che don Pino Puglisi e’ un martire perche’ ucciso in odio della Fede” dice il cardinale Paolo Romeo. Il giovane ricevera’ la cresima in forma privata, in un’altra chiesa, non in maniera solenne e in pubblico, “anche per evitare ogni strumentalizzazione”. (AGI) .



   

 

 

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