Lussemburgo e paradisi fiscali, Juncker chiarisca o si dimetta

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18 nov – La mia opinione: chi ha creato e gestito un “PARADISO FISCALE” a danno di tanti Paesi che adottano l’euro non ha dignità e diritto ad imporre sacrifici alle Nazioni da lui danneggiate. Noi italiani siamo tra i più fessi e stiamo andando in rovina per ascoltare questi delinquenti

«Lux Leaks: Juncker chiarisca o si dimetta» Diversi europarlamentari tedeschi chiedono al presidente della Commissione di prendere un’iniziativa sullo scandalo fiscale che riguarda il suo operato da premier del Lussemburgo.

Bloomberg in un editoriale chiede la testa di Juncker, è verosimile che il Parlamento attivi una mozione di censura, ripetendo di fatto la sfiducia che portò la caduta della Commissione Santer nel 1999 ? Quello che faceva la Commissione Santer (di cui hanno fatto parte anche Mario Monti ed Emma Bonino) era illegale, assumere persone per non fare nulla è illegale, qui si tratta di cose che il Lussemburgo ha fatto e molti altri fanno, legalmente. Qui il documento ufficiale >>

Charlie Mc Creevy, quando era ministro delle finanze in Irlanda (e uno dei padri delle politiche di deregolamentazione e dumping fiscale dell’allora Tigre Celtica, ndr), ha proposto leggi ad hoc per Amazon e poi con Barroso è diventato Commissario europeo per il mercato interno, nulla di illegale perché non ci sono leggi che impongono dei minimi di tasse per le imprese, ogni stato membro ha libertà di disegnare il suo castello fiscale, chi con l’Iva, chi con redditi chi con i prelievi alle imprese, il Trattato Ue non dice cosa fare.

Questa elusione fiscale delle imprese è ancor più dolorosa in quest’epoca di crisi, non c’è proprio nessuna via per render conto alle multinazionali ? L’unica cosa che può fare la Commissione è agire sul fronte degli aiuti di stato, come fatto da Almunia (ex Commissario Ue alla concorrenza, ndr) con Amazon e Fiat, ma sono ricerche molto elaborate e lunghe: devono dimostrare su un lasso di 10 anni che le imprese in questione hanno avuto dei vantaggi che sono aiuto di stato, che costituiscono una forma di falsificazione del mercato interno, e non più solo vantaggi fiscali. La politica di concorrenza rimane uno dei pilastri della UE, i servizi della Direzione Generale sanno bene cosa si può fare e gli ultimi commissari avevano le idee chiare e competenze molto ben definite. Inoltre i servizi sono molto attivi e, cosa da non sottovalutare, lavorano senza deleghe e con una competenza esclusiva, in sostanza non devono rendere conto a nessuno, non ci sono veti da superare. Ma al tempo stesso non ci si può attendere risultati a breve termine, ci vogliono anni per realizzare le investigazioni, anni che si possono allungare con i ricorsi degli Stati incriminati alla Corte di Giustizia del Lussemburgo….

Carlo Violati



   

 

 

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