Torneranno i prati? Lettera aperta all’Esimio Signor Ermanno Olmi

Torneranno i prati? Lettera aperta all’Esimio Signor Ermanno Olmi

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Esìmio Signor Ermanno Olmi,

non sono riuscita a trovare una sua e-mail pubblica dove poterle inviare questa mia, spero le sia recapitata attraverso ImolaOggi.it.

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E’ nata in me la necessità di scriverle dopo aver sentito le parole di accompagnamento al suo ultimo film “Torneranno i prati”:

“ … e noi, sopratutto, continuiamo a praticare questa colpa che è quella di non aver dato risposta a queste morti. Facciamo le celebrazioni, bandiere, fanfare… ma loro vogliono sapere:

“Perché siamo morti, quale vantaggio ha portato all’umanità ?”

Sai perché stiamo in silenzio … perché un po’ ci vergogniamo. Dobbiamo ancora una volta porci la domanda:

“Io, oggi, per onorare questi morti cosa posso fare ?

Se no … sono morti inutilmente.”

Nel sentirLa ho provato una forte emozione e mentre le lacrime mi bagnavano il viso non potevo fare a meno di pensare che in tanti hanno goduto di una vita migliore grazie al sacrificio di altri.

Sulla Grande Guerra in tanti si sono cimentati per dare un idea del dramma, del dolore, della paura e dell’angoscia che quella tragedia ha veramente significato per milioni di esseri umani.

Da ragazzina avevo visto uno di questi film, credo mai più trasmesso, che mi continuava a ritornare alla mente sbiadito nelle immagini ma molto forte e doloroso nelle emozioni.

Per anni ho cercato di individuare quel film che continuava a darmi dei forti flashback emozionali ma non ricordavo né il titolo né il regista, ogni tanto mi sembrava di sentire anche la musica ma non riuscivo a centrare il possibile collegamento.

Quando, molti anni dopo, vidi “Joyeux Noël” i flashback emozionali divennero sempre più incalzanti e quindi decisi di cercare e trovare quel film e la musica. Feci una ricerca al buio, lessi non so quante trame di film sull’argomento, e sono riuscita a trovarlo. Il film, un capolavoro, era ed è:

… e Johnny prese il fucile – di Dalton Trumbo

e la musica, anch’essa non da meno, di qualche anno più tardi, era ed è:

One – da And justice for all – dei Metallica

Una volta trovato il film trovai la musica e tutto sembrò ritornarmi alla mente, ma ero curiosa di scoprire cosa c’era in quel film che per anni aveva continuato a suscitare in me quelle emozioni così forti e dolorose.

Acquistai il Dvd per poterlo rivedere e dopo averlo visto la prima volta dopo tanti anni lo rividi ancora e ancora e … se vuole potrei tentare di rispondere alle sue domande.

Riguardo alla domanda:

“Perché siamo morti, quale vantaggio ha portato all’umanità ?”

La vostra morte nel nome della Libertà, della Giustizia e della Democrazia è il più spregevole inganno che dei “Vecchi Bavosi” potevano inventarsi per far sì che immolaste la vostra vita a difesa di nobili ideali.

Il fine reale era quello di ottenere che qualcuno combattesse per garantire, mantenere e difendere le loro posizioni ed i loro privilegi.

Fintanto che la regia per la conquista della Libertà, della Giustizia e della Democrazia mira a proteggere e salvaguardare i diritti degli uni a sfavore di altri ogni lotta sarà solo uno strumento nelle mani dei soliti burattinai.

… e se anche può far male, dirlo e sentirselo dire, sarebbe ora che qualcuno si prenda la responsabilità di smettere di usarvi perché:

Quando di un Uomo si continua a commemorare la morte e non la vita

… lo si uccide per sempre!!!

Vi consoli la certezza che quelle poche persone che vi compiangono, seppur con grande difficoltà, hanno vissuto e vivono la loro vita cercando di essere degni del dono ricevuto.

Alla domanda:

“Io, oggi, per onorare questi morti cosa posso fare ?”

L’unica cosa che puoi fare oggi è smascherare quanti fomentano un altro spregevole inganno in nome di una Pace che nessuno vuole perseguire.

Oggi più di ieri stanno perpetrando un massacro intergenerazionale di cui non ci sarà la conta perché di solito in un conflitto i depredati e gli affamati non fanno testo.

Smettila di nasconderti, esci allo scoperto, sii responsabile e finalmente prendi posizione.

Non so quello che puoi fare per onorare questi morti e tutti i morti che hanno combattuto per te, ma so quello che Non puoi fare:

Non puoi continuare ad aspettare che siano altri ad esporsi, Non puoi andartene da questa Vita senza aver mai osato un “Je t’accuse !!!”, Non puoi aver generato la tua prole destinandola alla prossima mattanza, Non puoi continuare ad essere “Un complice del silenzio” e dichiararti innocente, Non puoi … No … Non puoi.

Condivido la tesi secondo la quale le emozioni sono esperienze soggettive e che di fronte ad uno stesso evento due persone possono provare emozioni di diversa intensità e addirittura differenti.

Io amo le mie emozioni e mi spaventa pensare che “la concezione meccanicistica della vita” illustrata anni fa da Wilhelm Reich abbia avuto la meglio.

Spero di poter vedere il suo film e le auguro faccia breccia.

*****

Approfitto dell’occasione per dirle qualcosa anche a proposito di un’altra sua dichiarazione, di seguito riportata, che parimenti mi stimolò a contattarla ma che poi non feci, perché come adesso non sapevo come fare:

“C’è un articolo che non è stato scritto alle origini della nostra Costituzione: non per dimenticanza, ma perché era già radicato in ciascuno dei padri costituenti. Costoro avevano l’onestà come primo comandamento. E con quel puntiglio hanno scritto tutti gli articoli.

Oggi è sceso il buio della indifferenza e della rinuncia alla propria dignità. Solo pochi sentono il dovere di tenere acceso il lumicino di una coscienza civile. Abbiamo appena trascorso tutta l’estate con la riforma del senato. Per tutte le altre riforme, che si faccia almeno in modo di tener presente una raccomandazione di Albert Camus:

“Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna prima che cambi la vita di colui che l’esprime. Che cambi in esempio.”

La voglio informare che da quando hanno iniziato a distruggere La Carta Costituzionale sono stata colta da una necessità a dir quasi compulsiva di mandare e-mail che potessero, almeno in parte, far riflettere su ciò che gli ignavi di questo paese stanno per consentire di mettere in atto.

L’arroganza messa in campo dai saccenti di turno per stravolgere e riscrivere una nuova Carta Costituzionale escludendo chiunque avesse ancora memoria dell’onestà che i padri costituenti avevano nel loro DNA è stato l’atto più spregevole che si potesse ordire per umiliare quanti ancora fanno della dignità uno stile di vita.

Il silenzio assordante, di quanti avendone le capacità, le competenze e le prerogative per intervenire, configura una vile complicità e partecipazione al massacro della nostra democrazia.

Le riporto uno stralcio di una delle e-mail inviate:

E’ ormai cosa nota che in questo momento il Parlamento, che è l’organo Costituzionale titolare della funzione legislativa e del controllo politico sul Governo, a seguito della Sentenza n.1/2014 della Corte Costituzionale è da considerarsi a tutti gli effetti impossibilitato a legiferare e tanto meno a riformare la Carta Costituzionale.

La sua funzione si sarebbe dovuta dissolvere andando a nuove elezioni con il “diktat” desumibile dalla Sentenza citata, o si sarebbe dovuta limitare alla stesura di una nuova Legge Elettorale, da sottoporre al “placet” della Corte Costituzionale, per sanare l’illegittimità attraverso nuove elezioni.

Vien da sé che nessuno, che non sia un millantatore, può presentare una Riforma Costituzionale a questo Parlamento pretendendo non solo di farla approvare ma addirittura di non discuterla.

Vi è più, per chi non avesse visto il testo, si segnala che gli articoli da riformare sono circa 60 su 138 il che dà contezza della rilevanza giuridica che detta riforma ha.

Infine ma non da ultimo, per un arcano mistero che tutti conosciamo, la funzione di controllo politico del Parlamento sul Governo è ad oggi completamente assente.

Non solo, ma in questo momento il Governo si sta arrogando il potere di dettare tempi e modi al Parlamento per ottenere ciò che vuole, che se anche dovesse essere buono e giusto, non è certo legittimo.

Tutto ciò non poteva non scatenare le mie emozioni ancora una volta dolorose e mi salgono alla gola quei versi del Nabucco che cerco di intonare anche se la voce mi si spezza e le lacrime rigano copiose il mio viso:

Oh mia patria sì bella e perduta !

Oh membranza sì cara e fatal !

La saluto sulle note di Verdi che spero possa essere di nuovo il canto libero che questa nostra Italia vuole sentire per potersi riscattare.

Le lascio infine un augurio di pronta guarigione.

tatta@ascoltapiccolouomo.es



   

 

 

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