Juncker: “L’uccello del Malaugurio” e l’anatema di Re Giorgio

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8 nov – Juncker: “L’uccello del Malaugurio” e l’anatema di Re Giorgio. Accordi fiscali segreti con 340 multinazionali per evadere le tasse. Siamo in mano ad un uomo che viene da un piccolo stato che agevola gli evasori di tutto il mondo

Quello che si è abbattuto come un fulmine a ciel sereno sull’europa dell’Euro, oltre che sul suo neo eletto presidente Jean Claude Juncker è forse il colpo di grazia alla credibilità di una costruzione europea a dir poco disastrosa, che nonostante la cieca ostinazione di Giorgio Napolitano, con fresco anatema di giornata, potrebbe segnarne il futuro.

L’anatema di Re Giorgio lanciato oggi, tra i soliti velluti di palazzo e cortigiani compiacenti, recita minaccioso:”L’Europa siamo noi”, condannando energicamente:”le tante rappresentazioni meschine, malevoli e riduttive della costruzione europea”. Un eroe nazionale insomma, il più “europeo” tra gli europei, a cui gli fa subito eco il ministro Padoan, che fa il pompiere sul caso Juncker; il “furbo” Renzi per ora stranamente tace.

Assicuriamo subito, il preoccupato “garante degli italiani” Giorgio Napolitano che la gente sa giudicare, soprattutto guardarsi in tasca e sa fare pure attenzione a non confondere l’Europa con L’Euro. Su questa banalità ci hanno marciato e ci marciano alla grande gli “euroeuforici o euroillusi” come si è visto alle ultime elezioni europee. A proposito basta con gli spot elettorali europei, non se ne può più, avete vinto e la campagna elettorale in fin dei conti è finita da 5 mesi!

Invero, il progetto originario dei grandi padri fondatori dell’Europa – De Gasperi Spak Adenauer – rimane sempre validissimo e necessario: unione, federazione va bene tutto, siamo condannati a stare insieme ma, il problema vero è solo la moneta unica europea a cui tra l’altro molti paesi no hanno aderito, Gran Bretagna in primis. Non serve essere dei premi Nobel dell’economia per capire che 28 sistemi fiscali, molto diversi tra loro, sono inconciliabili per principio, il resto sono chiacchiere; l’europa poi soffre dello stesso male mondiale, che non è la crisi economica ma, la sostituzione della classe politica con “tecnici” di diretta espressione dei poteri bancari e finanziari, che ovviamente fanno gli interessi di tutti tranne quello della gente che “non” li ha eletti.

L’uccello del malaugurio Juncker, forse sacrificale e votato al martirio già dalla sua controversa elezione, (molti media lo dipingevano solo come un alcolizzato!?) ne è l’esempio di questi giorni e tutti, tranne forse le guardie di finanza europee, sapevano di cosa succedeva in Lussemburgo: consolidata alternativa allo storico “paradiso fiscale” svizzero.

C’è voluta un’indagine giornalistica “Americana” seria per smascherare il segreto di pulcinella lussemburghese, come quella di Alan Friedman che ha ridicolizzato, fornendosi di una semplice telecamera Monti & soci, e forse è solo questa “matrice americana” che dovrebbe far riflettere e sospettare, ma non troppo visto che non è proprio un segreto che gli Usa vogliono far crollare l’Euro per ritornare ai vecchi fasti del Dollaro. E poi, basta guardare l’Ue che va a fare una guerra, per ora fortunatamente solo economica (tranne l’aereo Malese), su delega Usa e per conto dell’Ucraina contro “l’Europeissima” Russia di Putin, incredibili questi Eurostatisti del 3° millennio, sciancati come e più dell’amica anatra zoppa di Washington.

Luxleaks per la cronaca è il nome “Americano” dato all’inchiesta destinata a far crollare l’Euro. Intanto tremano i big della finanza, i loro galoppini e protettori politici, i nomi ci sono tutti: Ikea (e ci mancherebbe non ci fosse) Pepsi, Deutsche Bank, Unicredit, Unibanca, FedEx e Finmeccanica, tutti sottoscrittori di accordi segreti per evadere le tasse nel paradiso fiscale europeo per antonomasia: il Lussemburgo di Juncker, appunto.

Tra un goccetto di “Gin”e un accordo segreto con queste multinazionali l’allora ministro delle Finanze e premier del Gran Ducato si preparava a diventare il grande capo dell’attuale “europa dell’Euro” e questa è la verità caro bi-presidente Giorgio Napolitano; a proposito tu dov’eri, visto che di questi ambienti eurofinanziari sei considerato il padre spirituale?

Probabilmente per la tua grande capacità di “mediazione politica”, che significa solo trattare indifferentemente con Ceausescu o Gheddafi, o forse solo per l’età, salverai la tua poltrona dorata ma, alla stregua dei fatti legati all'”Uccello del Malaugurio” Juncker fai male a definire “meschini” coloro che non la pensano come te, potresti risultare in distonia con molti, troppi italiani che semplicemente facendo la spesa potrebbero pensare che:”l’Uccello del Malaugurio sei proprio tu”.

Andrea Cometti



   

 

 

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