Allarme Ocse: Nessuna ripresa nell’Eurozona. Crescita mondiale a rischio

EUROZONA

 

6 nov. – L’Eurozona e’ sempre piu’ l’anello debole dell’economia globale, con un “crescente rischio di stagnazione” che va contrastato con una politica monetaria piu’ incisiva, a fronte di una disoccupazione che appare destinata a rimanere alta. E’ l’allarme lanciato dall’Ocse nel suo ‘Preliminary Economic Assessment’. “Il previsto allentamento del consolidamento fiscale, un contesto finanziario piu’ robusto (legato in parte ai progressi sull’unione bancaria) e ulteriori stimoli monetari dovrebbero sostenere la ripresa”, si legge nel documento, senza questo sostegno macroeconomico, la performance di crescita dell’area dell’euro sara’ molto piu’ debole del previsto”.

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APPELLO ALLA BCE: L’Ocse lancia un appello: la Bce dovrebbe avviare un programma di “quantitative easing”, seguendo l’esempio di Usa e Giappone, per allontanare lo spettro della deflazione, acquistando anche titoli di Stato. “Alla luce di un’economia debolissima e del rischio di deflazione, la Bce dovrebbe espandere il suo sostegno monetario oltre le misure gia’ annunciate”, sostiene l’Ocse, “cio’ dovrebbe includere un impegno a un acquisto consistente di attivita’ finche’ l’inflazione non sara’ tornata nei ranghi”.

Secondo l’organizzazione di Parigi, “ulteriori acquisti di attivita’ potrebbero includere obbligazioni garantite da mutui con bassi rating, corporate bond e titoli di Stato”. “La domanda, ad ogni modo, restera’ al di sotto del potenziale a causa della continua debolezza del credito e alla riduzione dell’indebitamento del settore privato”, prevede l’organizzazione di Parigi, “la disoccupazione ha continuato a crescere e restera’ elevata e l’inflazione rimarra’ al di sotto degli obiettivi”.

“La crescita dell’Eurozona ha deluso in modo significativo negli ultimi anni”, si legge ancora nel documento, “la spesa per consumi pro capite e’ al di sotto dei livelli di 10 anni fa, l’investimento privato e’ debole, i governi hanno ridotto la spesa e aumentato le tasse”. “Una domanda sotto tono ha contribuito a far restare l’inflazione (che continua a crescere) molto al di sotto gli obiettivi della Bce”, conclude l’Ocse, “cio’ lascia l’Eurozona esposta al rischio di un periodi di stagnazione ancora piu’ lungo, con bassa occupazione e pochi investimenti”, una situazione destinata ad “aggravarsi” con “nuove flessioni delle aspettative di inflazione e un ulteriore indebolimento dei consumi”.



   

 

 

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