Parroco si impicca in canonica, trovato dal vescovo di Trieste

suicidio29 ott. – Il parroco di Santa Croce, Max Suard, di 48 anni, si e’ suicidato ieri a Trieste. Il sacerdote si e’ impiccato nella canonica. Don Max Suard, della comunita’ slovena della diocesi di Trieste, era solo quando ha messo in atto il tragico gesto.

A trovarlo morto e’ stato l’arcivescovo di Trieste, mons. Giampaolo Crepaldi, che aveva un appuntamento con lui. Quando e’ entrato nella parrocchia si e’ trovato di fronte al corpo senza vita. Immediatamente ha chiamato il 113.
Sul posto sono giunti agenti della Polizia di Stato e personale della Squadra Mobile.

Il Vescovo, venuto a conoscenza il 23 di ottobre di fatti gravi successi molti anni fa che coinvolgevano una ragazzina di 13 anni, sabato 25 ottobre aveva chiamato don Maks per le dovute comunicazioni.

In quella circostanza il sacerdote aveva ammesso le sue responsabilità che implicano come primo atto, per legge canonica, la sua rimozione da ogni incarico pastorale e l’invio del dossier alla Santa Sede quale organo competente per questo genere di delitti. Nella circostanza, il sacerdote, con umiltà e serenità di spirito, aveva chiesto due giorni per preparare una lettera di dimissioni e una memoria scritta in cui chiedere perdono a Dio, alla Chiesa e alla ragazzina per il male commesso.

L’incontro fissato era per quest’oggi nel pomeriggio. Il Vescovo dopo aver avvisato alle ore 16.00 don Maks del suo arrivo, giunto verso le 16.30 circa nel luogo, alle sue ripetute telefonate, in quanto la porta della canonica risultava essere chiusa, non riceveva alcuna risposta. Chiamato il sacrestano, che gli ha aperto la porta della canonica, con lo stesso rinveniva il corpo privo di vita del sacerdote.

Di seguito sono pervenute le forze di polizia e investigative che, con professionalità e delicatezza, hanno svolto la loro opera. La vicenda del sacerdote avrebbe dovuto seguire il suo iter canonico e giudiziario che forse gli avrebbe consentito nel tempo un auspicabile recupero umano e cristiano nel rispetto delle leggi. La Curia, affranta per i risvolti drammatici e inattesi della vicenda, affida l’anima del sacerdote alla preghiera dei buoni e alla misericordia del Padre celeste.

triesteprima.it



   

 

 

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