Al Sud desertificazione industriale e umana, i decessi superano le nascite

neonati29 ottobre  – Invece che allo ius soli si deve pensare al sud soli. Il Rapporto sull’economia del Mezzogiorno presentato oggi dallo Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) non poteva che descrivere un Sud sempre più povero essendo stati rilevati dati peggiori di quelli presentati nel Def in quanto stima, per il 2014, un Pil nazionale in calo dello 0,4% contro il meno 0,3% previsto nel Def ed un Pil al Sud a meno1,5% mentre al Centro-Nord è fermo al 0%.

E’ del tutto evidente l’ulteriore arretramento dell’economia nel Mezzogiorno dove il Rapporto Tutte le Regioni meridionali hanno il Pil pro-capite più basso delle restanti regioni italiane: l’Abruzzo (21.845 euro), il Molise (19.374), la Sardegna (18.620), la Basilicata (17.006 euro), la Puglia (16.512), la Campania (16.291), la Sicilia (16.152) e, infine, la Calabria (15.989). “Da segnalare, a testimonianza della gravita’ della crisi – sottolinea il Rapporto – l’ulteriore perdita di posti di lavoro, nel 2013 -3,8% al Sud, -1,2% al Centro-Nord.

In un panorama fortemente negativo, le esportazioni dell’anno scorso hanno segnato -0,6% al Sud e +0,4% al Centro-Nord”. Il crollo dei redditi al Sud è del 15% tra il 2008 e il 2013 e una perdita di posti di lavoro dal 2008 al 2015 di circa 800mila persone. Di conseguenza, il rischio è la desertificazione sia umana che industriale e difatti, solo nel 2013, sono emigrati 116mila abitanti.

Ma viene segnalato, sempre per quanto riguarda il Sud, anche un altro dato negativo: i decessi superano le nascite in quanto, nel 2013, si fermano a 177mila. Un fenomeno, questo – rileva lo Svimez -, verificatosi solo in due tragiche circostanze: nel 1867, alla fine della Terza Guerra d’Indipendenza, e nel 1918 alla fine della prima Guerra Mondiale.



   

 

 

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