La UE vuole 2 altri miliardi dalla GB. Cameron “E’ inaccettabile. Non pagheremo”

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26 ottobre Non ci sta David Cameron. Dopo due giorni di riunioni fiume a Bruxelles e l’annuncio del maxiconguaglio di 2,1 miliardi di euro da v – ersare nelle casse comunitarie, il Premier britannico è andato su tutte le furie.

“Quando la Commissione europea parla è sempre per dire: “Beh, si tratta di aggiustamenti tecnici” che però poi si trasformano in soldi da pagare, o no?”. Ha detto Cameron “Siamo degli stati membri di un’organizzazione, nella quale abbiamo investito e abbiamo tra gli stati un ruolo leader. E non è possibile ritrovarsi a dover pagare 2 miliardi di euro con un preavviso di 3 settimane. Non è un comportamento accettabile”.

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(foto Olivier Hoslet/EPA)

Ma per la Presidente della Lituania Dalia Grybauskaite i numeri comunicati a Bruxelles non dovrebbero scioccare nessuno, essendo il risultato di previsioni inviate dagli stessi Stati membri

“Eurostat basa i suoi calcoli sui dati degli istituti di statistica nazionali e dei governi” ha affermato la Grybauskaite “E solo dopo aver compiuto delle verifiche presenta i numeri definitivi alla Commissione Ue per intenderci su chi deve pagare e quanto”.

La cifra, stratosferica, chiesta dall’Ue a Londra- molto più alta del contributo totale al bilancio comunitario di alcuni dei paesi membri- deriva dal ricalcolo dei Pil dei 28 nel periodo tra il 1995-2013. Calcolo che ha inciso sulle variazioni dei conti pubblici.

Le cifre pubblicate da Eurostat contengono anche buone notizie per alcuni Paesi. Secondo i calcoli resi noti a Bruxelles, Parigi sarebbe in credito di oltre 1 miliardo di euro, e Berlino di oltre 500 milioni. Mentre Roma sarebbe in debito di 340 milioni di euro.
Per il premier britannico David Cameron la possibilita’ che l’Europa possa ora chiedere versamenti extra ad alcuni paesi membri, tra cui la Gran Bretagna, e’ stata oggi a Bruxelles la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Il premier ha detto a chiare parole che non paghera’ un conto aggiuntivo e ha chiesto una riunione immediata dell’Ecofin per vederci chiaro.

A unirsi al coro delle proteste anche il premier olandese Mark Rutte, mentre Angela Merkel e Francois Hollande, con Germania e Francia che beneficerebbero del ricalcolo, hanno difeso il principio dell’applicazione delle regole. Intanto, in un clima molto animato, anche la Francia ha ricevuto una lettera confidenziale da Bruxelles, con la richiesta di spiegazioni sui motivi per cui ha “deviato dai target previsti”, sia per quanto riguarda il “deficit del governo” sia per quanto riguarda gli “aggiustamenti del bilancio strutturale per il 2015”.

Parigi ha preferito non rendere pubblica la lettera, i cui contenuti sono stati pero resi noti dal sito web Mediapart. Nella lettera, inviata dal commissario agli Affari economici e monetari, Jyrki Katainen, Bruxelles chiede alla Francia di “conoscere come intenda pienamente rispettare le regole previste dal Patto di Stabilita’ e di Crescita” e la invita a mantenere un “dialogo costruttivo in vista di un accordo finale”.

La Francia, ha detto Hollande nel corso del vertice, ritiene di aver fatto tutto il necessario per riportare sotto controllo il suo deficit, anche se continuano i contatti con la Commissione Ue per il bilancio 2015.



   

 

 

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