Casalmaggiore: Comune riceve crocifisso in dono, la Sinistra scatena un pandemonio

Crocifisso

 

22 ottobre – Il Crocifisso fa paura: non certo ai credenti e neppure alla maggior parte delle coscienze cosiddette “laiche”. Però, alle Sinistre, sì. Lo confermano, una volta di più, i crampi allo stomaco venuti all’opposizione del Comune di , in provincia di Cremona, dopo aver saputo dell’importante donazione fatta all’amministrazione locale da un privato: si tratta, per l’appunto, di un prezioso Crocifisso ligneo d’altare della seconda metà del Settecento, alto un metro e 65 centimetri e largo 90, particolare per gli occhi del Cristo, realizzati in vetro.

L’opera, di scuola napoletana ed autore anonimo, è stata regalata ad una sola condizione: che sia esposta nella Sala Adunanze di Palazzo municipale oppure in altro luogo aperto al pubblico, con l’indicazione della provenienza, «Donazione di Bruno Galafassi».

Il fatto che la giunta abbia accettato ha scatenato un pandemonio, scene guareschiane alla Don Camillo e Peppone, coi trinariciuti tuonanti: «La sala consiliare non è una sala parrocchiale, né un luogo di culto, è di tutti», come se la presenza del prezioso manufatto, in sostituzione di quello – ben più modesto e privo di storia – attualmente esposto, attentasse o minasse all’autonomia dell’istituzione, evidentemente così fragile da tremar per così poco. Giungendo al paradosso: «Vorrà dire – ha dichiarato il capogruppo dell’opposizione, Pierluigi Pasotto – che faremo fare una gigantografia della foto di Napolitano, della stessa misura del Crocifisso», precisando tuttavia da solo come ciò significhi scadere «completamente nel ridicolo». Infatti.

Ma si intuisce come, in fondo in fondo, l’obiettivo sia un altro, più complessivo: la vicenda è divenuta lo spunto per attaccare anche i mille euro, concessi dal Comune alle quattro parrocchie casalesi per lo scorso Grest estivo. Una decisione, questa, che proprio alle Sinistre non era andata giù. E non vedevano l’ora d’avere un pretesto per risollevarla. Eccole quindi reclamare attenzione – e soprattutto soldi – per le «proposte laiche» per l’estate «non prese in considerazione». Il che aiuta a comprender meglio quali siano i veri bersagli dei dissidenti: uno, certo, ideologico; ma l’altro molto, molto tangibile.

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