Finlandia: cresce il debito pubblico, l’economia peggiora con le sanzioni alla Russia

Jyrki Katainen

Jyrki Katainen

 

Di Emanuele Bonini – Debito pubblico che cresce, Pil che stenta e rimane al di sotto dei livelli pre-crisi, previsioni di crescita riviste al ribasso: l’economia finlandese va male, e nell’occhio del ciclone finisce Jyrki Katainen, prossimo commissario europeo per la Crescita, strenuo difensore del rigore e dell’austerità, e soprattutto primo ministro finlandese da giugno 2011 a giugno 2014, tre anni nel corso dei quali le sue politiche non hanno saputo migliorare lo stato di salute dell’economia finlandese.

“Ma non c’entra nulla l’austerità”, precisa Daniel Gros, direttore del Centro per gli studi di politica europea (Ceps), in un’intervista a LaPresse. La situazione finlandese è la seguente: le esportazioni restano stagnanti e il livello di crescita annuale del Pil rimane il 5% al di sotto dei livelli pre-crisi del 2008. A certificare al difficoltà dell’economia nazionale le ultime stime diffuse dal ministero dell’Economia di Helsinki: il 2014 si chiuderà con un crescita pari allo 0,2%, un valore dimezzato rispetto alle aspettative dello 0,5%.

Continuerà a salire il debito pubblico: il rapporto debito/Pil era al 33,9% nel 2008, e toccherà quota 60,4% alla fine dell’anno in corso (più del 59,8% atteso) per arrivare ancora più in alto, al 61,6%, nel 2015 (lo 0,6% in più rispetto a quanto preventivato). In questo l’austerità non ha giovato.”Direi che il caso finlandese è un caso molto specifico e molto particolare”.

La Finlandia, spiega Gros a LaPresse, ha subìto due diversi shock, due sviluppi negativi entrambi piuttosto recenti. Da una parte la crisi di Nokia, il colosso delle telefonia mobile, e dall’altro la crisi ucraina con tutte le conseguenze del caso. “Nokia era molto presente nell’economia finlandese, a livello interno e soprattuto a livello esterno, di esportazioni”. Per cui “il declino della stessa Nokia ha avuto senza dubbio un impatto”, che ancora non è stato riassorbito. A questo si aggiungono le tensioni internazionali.

Sulla Finlandia gravano le sanzioni contro la Russia imposte dal Consiglio Ue. Restrizioni commerciali europee a cui hanno fatto seguito le rappresaglie russe sui prodotti agro-alimentari. “Questo shock – rileva il direttore del Ceps – è stato molto negativo per la Finlandia, e unito a quello di Nokia ha creato un duplice shock” per il Paese.Gros toglie così l’austerità dal banco degli imputati, e con lei Katainen. Il futuro europeo dunque è rigorista? A sentire Gros non necessariamente. “Oggi non si parla di austerità, e in programma non c’è nessun inasprimento delle politiche fiscali”. Inoltre, in Europa, “nessuno ha mai parlato di consolidamento di bilancio a scapito degli investimenti”.  (Belgio), 15 ott. (LaPresse)



   

 

 

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