11enne picchiata a sangue da baby-bulla straniera: «Tanto non mi puoi denunciare»

psPerugia, 15 ottobre 2014 – L’ha aspettata all’uscita di scuola. Glielo aveva promesso in classe. La tartassava da tempo. L’aveva presa di mira. E quando l’ha vista, l’ha presa a schiaffi. Picchiata. Picchiata e umiliata da una coetanea di appena undici anni davanti ai compagni scuola, alle bidelle e ai genitori. Siamo nella prima media di una scuola alla immediata periferia di Perugia, e questo episodio è condito dalla inquietante frase pronunciata dalla baby-bulla: «Tanto anche se mi denunci non mi fanno niente».

Tutto vero. Sotto i quattordici anni di età nessuno è imputabile. E così la giovane alunna straniera. Mentre la vittima è perugina.

Immediato però è scattato l’intervento dei genitori della bambina: la bidella l’ha prima portata in bagno perché perdeva sangue dall’orecchio; poi il padre l’ha accompagnata in ospedale per curare gli ematomi al naso e all’orecchio. E’ stato lui ad andare, subito dopo, dai carabinieri della stazione di Colombella (una frazione perugina) per denunciare tutto. Ha ripercorso ciò che aveva visto e quanto la figlia gli aveva raccontato tra le lacrime: l’atteggiamento arrogante della baby-bulla, le umiliazioni subìte.

Contemporaneamente la madre della bimba ha segnalato l’episodio ai servizi sociali competenti per territorio sollecitandoli a prendere provvedimenti e di indagare sul comportamento della minorenne. Il risultato è però amaro.

Ai genitori dell’alunna è rimasta una scelta dolorosa: cambiare immediatamente la scuola alla figlia per evitare che potesse ritrovarsi in situazioni simili in futuro e affidarsi ad un legale, l’avvocato Laura Modena che tutela gli interessi della famiglia. Quello accaduto alla periferia di Perugia non è un caso isolato di bullismo tra giovanissimi. Gli insulti (anche per l’aspetto fisico) spesso viaggiano sulle piattaforme dedicate ai teenager, fino ad arrivare — come è accaduto — alle mani. A picchiarsi per niente. Altri episodi erano già accaduti a Perugia e Spoleto. La Prefettura ha reso noto che entro breve sarà attivo un ‘numero dedicato’ in questura per segnalare, attraverso un sms casi di spaccio o bullismo davanti alle scuole.

la nazione



   

 

 

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