ISIS, sottosegretario Minniti: ”Eravamo consapevoli di ciò che covava sotto le ceneri”

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13 ottobre  – ”Siamo di fronte alla minaccia terroristica più seria dall’attacco dell’11 settembre, una minaccia che ci accompagnerà per anni”. In un’intervista alla ‘Stampa’, il sottosegretario Marco Minniti, Autorità delegata per la Sicurezza della Repubblica, parla così della minaccia terroristica. ”Abbiamo costruito -spiega- un’alleanza per neutralizzare la potenza militare dell’Isis, con gli strumenti propri della guerra ‘simmetrica’, ma servirà di più perché l’Isis utilizza anche tecniche di guerra asimmetrica”.

Abbiamo a che fare con una organizzazione molto sofisticata -ribadisce il sottosegretario con delega all’Intelligence- l’Isis dispone di territori, controlla pezzi di economia e parte del mercato del petrolio che vende di contrabbando a Paesi stranieri. Quando i miliziani hanno occupato Mosul, hanno preso da una sola banca 400 milioni di dollari in contanti. Gestisce modernissime attività di propaganda, ricorrendo a professionalità ‘molto occidentali’. Eppure -assicura Minniti- tutto questo non ci ha colti di sorpresa”.

”Eravamo consapevoli -spiega ancora Minniti- di ciò che stava covando sotto le ceneri. E non ci sorprende nemmeno la minaccia costituita dai ‘foreign fighters’, i combattenti stranieri, e del ruolo non marginale che avevano assunto dentro l’organizzazione”.

In merito poi a quanto riportato da alcuni giornali stranieri che hanno rivelato notizie rassicuranti sui nostri ostaggi, Minniti rimarca: ”Gli italiani sequestrati sono al centro della nostra attività. Una delle condizioni fondamentali per raggiungere l’obiettivo della loro liberazione, è la massima riservatezza. Involontariamente, si può diventare strumenti di campagne di disinformazione ed è per questo che ci appelliamo alla prudenza”.



   

 

 

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