Cgia: in UE milioni di poveri e disoccupati, il rigore ha fallito. Intervenire subito

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9 ottobre  – Dall’inizio della crisi al giugno di quest’anno, in Ue ci sono 8,5 milioni di disoccupati in più; di questi, poco più di 7,17 milioni si riferiscono all’area dell’euro, mentre un altro 1,35 milioni è imputabile ai Paesi Ue che non aderiscono alla moneta unica (come il Regno Unito, la Danimarca, la Polonia, la Svezia, etc.).

Il numero dei senza lavoro presenti in Ue ha ormai superato i 25,5 milioni, mentre nell’area dell’euro sfiora i 19 milioni. L’Ufficio studi della CGIA, che ha elaborato questi dati, ricorda che il tasso medio di disoccupazione registrato nell’Europa a 28 nei primi 6 mesi di quest’anno si è fermato al 10,6 per cento, mentre nell’area dell’euro è salito all’11,9 per cento.

Nel primo caso l’aumento tra il 2007 e i primi 6 mesi di quest’anno è stato del 61,1 per cento, mentre nel secondo è stato del 50%. Tra i big dell’Ue, spicca la situazione venutasi a creare in Spagna che registra quasi 6 milioni di senza lavoro e un tasso di disoccupazione che supera il 25 per cento. Dei 5 casi analizzati, solo in Germania i disoccupati sono diminuiti nell’arco temporale preso in esame, per la precisione di oltre un milione e trecento mila unità.

“Le politiche di austerità e di rigore praticate in questi ultimi anni – segnala Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA – hanno fallito, contribuendo ad aumentare in tutta Europa la disoccupazione e le sacche di povertà.

Per uscire da questa situazione bisogna voltare pagina: è necessario tagliare le tasse, far ripartire i consumi interni e rilanciare gli investimenti, soprattutto quelli pubblici. Per far questo bisogna assolutamente allentare i vincoli di bilancio imposti da Bruxelles, altrimenti rischiamo di far sprofondare l’Europa in una spirale depressiva ancor più pesante di quella del ‘29”.

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