Merkel impone l’austerity ed è boomerang: crolla la produzione industriale tedesca

MERKEL-RIGORE

 

7 ottobre  –  (WSJ) Una carrellata di dati negativi continua a caratterizzare il fronte economico tedesco. All’indomani della pubblicazione degli ordini all’industria, un altro record negativo è stato segnato dalla produzione industriale della Germania.

La flessione, considerando gli aggiustamenti stagionali, è stata ad agosto -4% rispetto a luglio, quando era cresciuta dell’1,6%.

E’ il calo più forte dal gennaio del 2009, ben peggiore delle stime degli analisti, che avevano previsto -1,5%. Su base annua, ribasso -2,8% rispetto all’agosto 2013, contro il -0,5% previsto.

Il motore dell’economia europea continua a perdere colpi. Le misure di austerity imposte da Berlino a tutti i paesi membri dell’Eurozona hanno colpito e stanno colpendo tuttora anche la congiuntura tedesca.

Pesa proprio la debolezza dell’economia dei paesi membri che rappresentano il primo mercato dell’export tedesco e incide anche la perdita di fiducia, causa le tensioni tra Russia e Ucraina.

“L’economia tedesca riporterà un trend piuttosto debole nel secondo semestre di quest’anno”, ha commentato in una intervista a Bloomberg Ralph Solveen, responsabile della divisione di ricerca economica presso Commerzbank AG a Frankfurt, che prevede che il Pil del terzo trimestre sarà quasi invariato.

Scomponendo il dato sulla produzione industriale, la produzione dei beni di investimento è crollata -8,8%, mentre quella dei beni intermedi è scesa dell’1,9%. L’output dei beni di consumo è calato -0,4% e quello delle costruzioni ha fatto -2%. Solo la produzione energetica è cresciuta, con +0,3%.



   

 

 

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