Isis conquista Kobane, ora la Turchia invoca un intervento di terra

kobane

 

7 ott. – Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che Kobane, la citta’ curda siriana al confine con la Turchia, “sta per cadere” nelle mani degli jihadisti di Isis. Secondo Erdogan a questo punto e’ necessaria un’operazione di terra per sconfiggere gli jihadisti.

Ma il presidente turco non ha chiarito se intende inviare i 10.000 soldati e le decine di carri armati turchi schierati sul confine, ad un chilometro dalla citta’ o se continui a chiedere un cambio di strategia della coalizione a guida Usa. Ieri il premier Ahmet Davutoglu aveva condizionato un’intervento armato turco di terra all’impegno della coalizione a rovesciare il regime di Bashar Assad e non limitarsi a “distruggere” l’Isis, come vuole Barack Obama.

“Il terrore non terminera’ fino a quando non collaboreremo per un’operazione di terra”, ha chiarito Erdogan in un intervento alla tv turca dalla citta’ di Gaziantep al confine con la Siria, ribadendo che i raid aerei si sono rivelati inutili.
“Sono passati mesi – ha aggiunto il presidente turco – ma non e’ stato raggiunto alcun obiettivo e Kobane sta per cadere”.
Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, nelle 3 settimane di scontri per il controllo della citta’ ci sono stati 400 morti.

A Bruxelles, un centinaio di manifestanti curdi hanno fatto irruzione nel Parlamento europeo per sollevare l’attenzione sulla situazione dell’enclave. L’irruzione ha causato diversi feriti tra le forze di sicurezza, secondo quanto comunica una nota circolata dal presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, allo staff del palazzo.

Secondo un funzionario del Parlamento, i feriti tra le forze di sicurezza sarebbero otto.
I curdi da giorni protestano a Bruxelles e i manifestanti entrati in Parlamento oggi fanno parte della Federazione delle associazioni curde in Belgio: brandivano bandiere con il volto del leader del Partito dei lavoratori curdi (PKK), Abdullah Ocalan, secondo alcuni testimoni. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, sta discutendo con Ankara su quali azione intraprendere. “Ci stiamo mobilitando”, ha assicurato, riferendo di aver gia’ parlato con il suo collega turco.

Anche i presidenti Francois Hollande e Recep Tayyip Erdogan di confrontano “per vedere come reagire di fronte alla situazione urgente”. “Stiamo anche rafforzando la nostra cooperazione con le forze che stanno combattendo l’Isis”, ha aggiunto Fabius, senza specificare se il riferimento e’ alle forze curde. Intanto caccia olandesi hanno lanciato i loro primi raid contro gli jihadisti sunniti in Iraq.
  L’Iran ha lanciato un appello alla comunita’ internazionale affinche’ abbandoni la “passivita’” mostrata finora di fronte all’avanzata dell’Isis. I raid aerei americani hanno bisogno del sostegno siriano, altrimenti Kobane sara’ perduta, Damasco va sostenuta nella sua battaglia contro il terrorismo”, ha detto Marzieh Afkan, portavoce del ministero degli Esteri, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Irna.



   

 

 

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