Draghi: quando prendo decisioni non penso agli amici di Wall Street, ma agli europei

DRAGHI AFFRONTATO SULLA SEPARAZIONE BANCARIA E SUI SUOI “AMICI NELLA CITY E A WALL STREET”

draghi

1 ottobre – L’agenzia EIR pubblica un eloquente servizio che conferma ancora una volta l’appartenza di Mario Draghi al grande trust internazionale di affari, tra cui i rappresentanti di Goldman Sachs, che nel lontano 1992 con la tristemente nota operazione Britannia, dal nome del panfilo della Regina Elisabetta ancorato nel porto di Civitavecchia, dettero inizio dietro il nome di privatizzazioni alla svendita dei nostri “gioielli di famiglia”.

“Proprio come avevamo affermato (SAS 38/14) – scrive l’Eir -, il presidente della BCE Mario Draghi ha confermato che il programma di acquisto di cartolarizzazioni (Asset-Backed Securities) dalle banche è una frode contro i contribuenti.

Rispondendo ad una domanda del parlamentare tedesco Sven Giegold all’audizione di fronte alla Commissione Affari Monetari del Parlamento Europeo il 22 settembre, Draghi ha affermato che la BCE acquisterà solo i titoli “sicuri”, denominati “senior”. Ciò significa, ha spiegato, che “se accidentalmente quei titoli ABS fallissero, la perdita ricadrebbe prima sui proprietari di azioni, e poi sui proprietari delle altre tranche, chiamate ‘mezzanine’. E quindi, se noi dovessimo espandere gli acquisti nel settore ‘mezzanine’, allora avremo bisogno di una garanzia” degli stati.

In altre parole, Draghi ha dichiarato che la BCE intende acquistare i titoli tossici dalle banche e scaricarli, nel primo caso, sugli azionisti e sugli obbligazionisti (tra cui sono i risparmiatori), e nel secondo caso sui contribuenti.

Draghi è diventato nervoso quando Marco Valli, portavoce del gruppo M5S, gli ha chiesto: “Per mettere fine una volta per tutte a questa presa in giro e fare qualcosa di utile per i cittadini e non solo per i suoi amici della City e di Wall Street, che pensa della separazione tra l’attività bancaria e quella finanziaria per isolare gli speculatori? Visto che continuiamo a ingigantire il mercato finanziario, la bolla, vediamo di mettere qualche vincolo e pensarci un po’ su queste cose”. Draghi è sfuggito alla domanda sulla separazione bancaria, rispondendo che la BCE sta preparando una “opinion”, e ha detto: “Per inciso, quando prendo decisioni di politica monetaria, non penso veramente ai miei amici nella City e a Wall Street; penso ai cittadini europei“.

Due giorni dopo, Draghi ha dato una dimostrazione di come pensa ai cittadini europei, alla cerimonia per l’ingresso della Lituania nell’Euro a Vilnius. Dopo aver preso atto che “secondo i sondaggi, solo la metà della popolazione è a favore dell’ingresso nell’Euro”, Draghi ha sostenuto che i lituani cambieranno opinione. “Entrando nell’Eurozona, la Lituania in realtà ricostituirà parte della sovranità che aveva ceduto in precedenza”, ha affermato il banchiere centrale, offrendo le catene dell’Euro come salvezza contro una presunta minaccia russa: “Far parte dell’area della moneta comune può offrire stabilità al paese nell’attuale ambiente geopolitico”, ha dichiarato Draghi, scambiando il suo ruolo con quello di Rasmussen e contribuendo all’attuale campagna guerrafondaia contro Mosca”.



   

 

 

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