L’INDEMONIATO

“Attanzion! Battaglion! È asciut pazz o padron!”
Il Pazziariello

demagistris

di Angela Piscitelli

Insomma origlia qui, origlia là, a spese della collettività, con quel pezzo di Genchi dalle orecchie d’elefante, acchiappa farfalle, silurando governi, mettendo bandana arancio e ballando tarantella, il sindaco giustizialista è stato giustiziato. Giustiziato poi è una parola forte; a Robespierre e non pochi Giacobini andò molto peggio. Giggino “l’improsatura” la testa l’ha conservata, che tanto, come si dice a Napoli, gli serve solo per spartire le orecchie. E infatti se lo è pigliato il diavolo, in senso letterale. Ha conservato i capelli, però completamente invasato si è messo a parlare come il Cav; anzi, siccome i posseduti non hanno freni, ha detto che questi giudici sono melassa fetida (che noi, poi con lui, molto d’accordo siamo). Immaginiamo lo scompiglio familiare: nonne, zie, biscugini, tutti a tiragli la camicia agitatissimi, “Giggi’! Statte zitto! tu si ggiudice! si ggiudice, Giggi’!”. Niente. Il tarantolato scalciando, “melassa, melassa fetida, non mi dimetto”.

Da quelle parti intanto passava Grasso. Per chi non lo sapesse, la seconda carica sta andando alla carica per scalare la prima, di carica, e siccome altri cialtroni insulari stanno tentando di silurare Sua Maestà, lui pensa (pensa? Pure pensa è una parola grossa) che poi gli verrà facile, quando presto il vegliardo abdicherà e con quella Torre di Babele che è il parlamento, sedersi direttamente al Qui-rinale ed instaurare la repubblica giudiziaria dei suoi sogni, con Travaglio ministro della giustizia e all’economia direttamente il ministro delle finanze della Merkel, che non so come si chiama, e non consulterò Wikipedia per saperlo. L’unto del Senato si è subito fatto un dovere di bacchettare severissimamente il collega: “deve dimettesi, sennò ci penserà il prefetto”. Cane non morde cane, ma qui c’è lo scettro di mezzo.

In questi giorni cose mirabolanti in terra più che in cielo, abbiamo visto. I paranoici siculi che Chiamano Giorgio “il teste”, in Francia un giudice così l’avrebbero spedito in Algeria a fare l’escursionista, l’Istituzione si rispetta, sempre e comunque; la Scassazione che ci fa sapere che un tale che assesta sedici coltellate ad un tal altro non puossi incriminare per tentato omicidio perché nessuna ferita era mortale. Conciossiacosachè un killer, per esempio Ali Agca, si è fatto tanti anni di galera ingiustamente perché non è riuscito ad ammazzare il Papa (la ferita non era mortale, sennò sarebbe morto).

Digressione: io pure avrei da accoltellare bene un paio di tizi e tizie, ma gentilmente, senza farli crepare. Avrò una medaglia, se lo faccio?

Intanto pure a Matteuccio gli stanno indagando tutti, fino alla settima generazione; perciò lui è andato in America, ed ha vagamente parlato di “culo”. Voleva sapere se per caso ‘sti ‘mericani qui, volessero farglielo tanto, come a Craxi e al Cav; ma no, qui l’abbronzato e i suoi servizi segreti non c’entrano una cippa. Lui poi è obbediente, Yes, we can lo sa dire bene, con l’intonazione giusta, meglio di Veltroni. No, la faccenda è locale. Trattasi di avvertimenti trasversali di stampo magistratoso, per possibile riformatura justitia. Eccesso di zelo, si dirà: il nostro premier, con rispetto parlando, se non avesse ramazzato qualche voto al Cav non avrebbe manco il pass per andare a Montecitorio, figurarsi se può fare la riforma della giustizia e la responsabilità civile dei giudici!

Le escandescenze di Giggino e la chiamata a teste di Re Giorgio ci svelano “il terribile quotidiano”. Un magistrato è per sempre, la toga è un credo, un indumento magico, lo puoi togliere e mettere per far danni agli altri come ti piace, se hai preso gli ordini ti sentirai un Dio. Ed è cosi che si sono infilati dappertutto: fanno i sindaci, fanno i deputati e vogliono fare i presidenti della Repubblica. Tutto questo è possibile perché, seduti nelle Camere, ci sono una massa di deficienti che fanno la curva bi della magistratocrazia; e non capiscono che l’obbedienza non li rende affatto invulnerabili: le dittature non sono bruscolini, uno sguardo di traverso e saranno fritti pure loro.

Ed è così che ci avviamo, serenamente, pacatamente, verso lo stato di polizia asservito allo straniero. Niente più imprese, solo passacarte e delatori, e gente che ha fame. Capito, Maestà, perché avrebbe dovuto concedere la grazia generale a Berlusconi? Non per lui, e manco per noi, ma pure per Lei, Altezza. Si rende conto che stiamo talmente malmessi, che sono costretta a difenderLa, proprio io e pure gratis?

Angela Piscitelli
Zona di frontiera, 27 settembre 2014



   

 

 

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