Esordio letterario dalle tinte noir per Antonio Fusco

Antonio Fusco

Antonio Fusco

Antonio Fusco
Ogni giorno ha il suo male
Casa editrice Giunti

Antonio Fusco è stato ospite della rassegna Sabato in giallo, organizzata dalla Biblioteca comunale e dalla Libreria “Giunti al punto” di Imola, nella giornata di sabato 13 settembre.

La sonnacchiosa provincia toscana di Valdenza è improvvisamente scossa dall’omicidio di una donna che viene ritrovata in casa, in una posizione innaturale e con una fascetta stringicavo attorno al collo. Si pensa subito al movente passionale, ma all’occhio esperto di Casabona, il commissario incaricato del caso, qualcosa fin da subito non quadra: troppi elementi diversi sulla scena del crimine, troppi particolari contrastanti. Schivo, ma con una forte carica umana, reso cinico da troppi anni di mestiere alle spalle, Casabona capisce ben presto che l’omicidio è solo l’inizio di un vortice di morte: un gioco molto pericoloso in cui le regole sono quelle stringenti e folli di un serial killer. E Casabona non può che accettare la sfida. «Chiediti perché e troverai il movente e se troverai il movente sarai vicino all’assassino»: seguendo questa frase come un mantra e con l’aiuto dell’affascinante collega Cristina Belisario, Casabona cercherà di venirne a capo e per farlo sarà obbligato anche a una profonda riflessione sull’impotenza dell’essere umano rispetto alle conseguenze delle proprie azioni.
Antonio Fusco è nato nel 1964 a Napoli. Laureato in Giurisprudenza e Scienze delle Pubbliche amministrazioni, è Funzionario nella Polizia di Stato e Criminologo forense. Ha lavorato a Roma e a Napoli. Dal 2000 vive e lavora in Toscana, dove si occupa di indagini di polizia giudiziaria.


INTERVISTA AD ANTONIO FUSCO, MARTEDI’ 23 SETTEMBRE 2014 (a cura di Luca Balduzzi)

Quanto questo esordio letterario si può definire autobiografico? Con un commissario di polizia come protagonista, e la Toscana a fare da sfondo, la storia ricorda molto da vicino il suo lavoro…
Una volta ho visto un film dove una mamma diceva al figlio piccolo, che poi sarebbe diventato un famoso neurochirurgo, che la fantasia è immaginare un topolino blu. Ma si può immaginare un topolino blu se non si è mai visto un topolino e non si conosce il colore blu? La fantasia, in fondo, è un modo diverso di mettere insieme pezzi della nostra vita e di quella degli altri a cui abbiamo assistito. Quindi, in ogni racconto c’è sempre molto di autobiografico.

La descrizione delle procedure di indagine, sia sulla scena del delitto che da parte della Scientifica, è molto accurata. E non sempre è così spettacolare come ci viene raccontata dai criminologi e da molti film/serie televisive…
Ho preferito la realtà alla fiction. Sarà meno spettacolare ma di sicuro coinvolge di più il lettore. Il fatto di fare questo lavoro da anni mi ha sicuramente agevolato in tal senso. Quantomeno non ho avuto bisogno di approfondimenti particolari né di consulenti esterni.

Lo spunto narrativo dell’indagine su un caso di omicidio è solamente la prima chiave di lettura del romanzo. La storia racconta anche, per esempio, un aspetto quasi completamente sconosciuto ai non addetti ai lavori, ovvero le ripercussioni che l’attività del poliziotto ha sui rapporti familiari…
Chi fa questo lavoro sa che deve imparare a gestire l’impatto emotivo che deriva da molte delle situazioni con le quali viene a contatto, per non avere ricadute nella sfera degli affetti familiari. Questo non sempre è facile e spesso rappresenta uno degli aspetti più problematici e meno conosciuti di questa professione. Mi sembrava giusto far conoscere questa dimensione personale anche per dare più umanità al personaggio.

Ci sono poi due riferimenti, uno al karma preso dalle filosofie e religioni indiane, e uno al versetto del Vangelo di Matteo che il titolo richiama, che invitano anche il lettore a confrontarsi con le decisioni che prende nella vita di tutti i giorni…
Oltre all’intreccio enigmatico del giallo, il romanzo è attraversato anche da una profonda riflessione interiore che parte dall’enunciazione della legge del Karma e si interroga sull’impotenza degli uomini nel gestire la concatenazione degli eventi della vita; fino ad arrivare alla frase del Vangelo, che da anche spunto al titolo del libro: “Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere una sola ora alla sua vita? Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. Ad ogni giorno basta la sua pena”.

Di fronte a valori come il bene e la giustizia, che ciascun cittadino interpreta in una maniera fortemente soggettiva, come si pone quotidianamente il lavoro delle forze dell’ordine?
I concetti di bene e male appartengono alla morale e fanno parte della sfera personale di ognuno di noi. Proprio per il loro carattere soggettivo non si devono confondere con il nostro lavoro che consiste essenzialmente nel garantire l’osservanza delle leggi e quindi l’affermazione della giustizia.



   

 

 

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