Nella rossa Puglia di Vendola ticket di 47 euro per chemioterapia e altre prestazioni salvavita

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21 settembre  –  (Pugliain.it) Arresti eccellenti per corruzione, ticket sanitari a carico dei cittadini, tasse sulle prenotazioni in farmacia che nessuno vuole e che nessuno toglie… una situazione che rischia di vanificare i tanti sforzi e sacrifici che tutti noi pugliesi stiamo compiendo per rientrare, faticosamente, in un bilancio accettabile per la nostra sanità.

Adesso l’ultima novità: un ticket sanitario di 47 euro, che dovranno sborsare i cittadini che si recano in ospedale per affrontare una seduta di chemioterapia o altre prestazioni salvavita.

Con delibera di Giunta del 18/06/2014 n.1202 sui Service sono state modificate circa 109 prestazioni da ricovero, facendole diventare erogabili in ‘day service’. Ciò vuol dire che le prestazioni prima erogabili in regime di ricovero, e quindi senza necessità di pagamento di ticket, oggi sono erogabili esclusivamente in day service, con l’obbligo di pagare un ticket di 47 euro.

Nell’elenco ci sono prestazioni come la chemioterapia, l’ernia inguinale e il distacco di retina, per citarne solo alcune. Non solo, quindi, i pazienti hanno aspettato per il ricovero per ricevere le cure e questo è saltato perché non più previsto, ma saranno costretti anche a pagare 47 euro di ticket prima non dovuto in quanto in regime di ricovero. Il tutto chiaramente applicato alle lunghe ed inaccettabili liste d’attesa, che rendono questo provvedimento anche retroattivo di fatto.

Ma come si può pensare che una persona che si reca in ospedale per combattere una battaglia decisiva nella guerra contro il male che viene definito incurabile, debba essere vessata anche dal pagamento di un balzello che si rivela una vera e propria tassa sulla salute?

“Peggio – rincara il consigliere regionale Luigi Mazzei – una tassa sulla malattia! Il tutto con il solo intento di fare cassa e continuare a distribuire gli incarichi clientelari con cui continua a contraddistinguersi questo Esecutivo Regionale”.

“Ma adesso, per favore – sottolinea il consigliere di Forza Italia – il Partito Democratico così come ha fatto per i ticket da due euro da pagare per le prenotazioni al Cup nelle farmacie pugliesi, eviti la finta storia di dissociarsi dal provvedimento assunto dalla Giunta. Delle due l’una: o i suoi assessori – e quindi la maggioranza di centrosinistra – la pensano come Vendola e come Vendola si comportano, oppure siamo di fronte ad un gruppo di persone che non riescono ad attivare la capacità di intendere ed allora è giusto che vadano a casa anziché mandare la Puglia allo sbando”.

Ma non finisce qui. “La Regione è allo sbando, nella sanità regnano anarchia e corruzione ed oggi si consuma l’ennesimo fatto corruttivo che ha portato all’arresto del dirigente dell’Asl di Bari. A fronte di tutto ciò, sarebbe interessante sapere cosa ne pensano i candidati alle primarie del centrosinistra, facendoli uscire dal loro complice silenzio”. Dichiarano i consiglieri regionali di Forza Italia.

Ed il capogruppo Ignazio Zullo torna a chiedere una seduta monotematica sulla Asl di Bari. “Sono due mesi che chiediamo la convocazione del Consiglio regionale per discutere sulla Asl di Bari, a seguito dei rilievi del Mef, ma il Presidente Introna ci sembra che utilizzi tecniche da politico di lungo corso per evitarlo tra una dimenticanza e un’altra. Anche laddove ce ne dimenticassimo, soggiungono altri fatti di cronaca che ci ricordano quanto sia importante il confronto sull’Asl Bari”.



   

 

 

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