Udine, protesta dei profughi: basta precarietà abitativa, vogliamo una sistemazione

rifugiati17 settembre – Momenti di tensione questa mattina davanti al municipio di Udine. Un gruppo di richiedenti asilo, di nazionalità afghana e pakistana, hanno protestato sotto la sede del Comune per la loro situazione di precarietà abitativa e per la lunga attesa di una sistemazione.

Una ventina di profughi afghani e pakistani hanno inscenato una protesta stamani davanti al Municipio di Udine. Si tratta di profughi rintracciati circa due mesi fa alla frontiera di Tarvisio (Udine), richiedenti asilo, che dormono nei locali di un ex moschea, senza acqua e servizi sanitari. Gli stranieri si sono seduti a terra nel portico del palazzo comunale e hanno sventolato i propri permessi di soggiorno, tenuti sotto controllo dalla Polizia locale. “

L’assessore ai servizi sociali del Comune di Udine è sceso a parlare con i manifestanti e ha promesso il suo interessamento.



   

 

 

5 Commenti per “Udine, protesta dei profughi: basta precarietà abitativa, vogliamo una sistemazione”

  1. Io cittadina italiana, residente a Udine faró come queste diciamo persone…pretenderó un alloggio dar che l’affitto per me è davvero troppo alto…

  2. Se lo avessero fatto i pensionati italiani, costretti a rivolgersi alla Caritas per arrivare a fine mese, o a raccogliere le verdure scartate nei mercatini rionali dopo la chiusura, il Comune avrebb chiamato la Celere con i manganelli e non l’assessore ai servizi sociali .

  3. DIAMOGLI UNA SISTEMAZIONE UN BIGLIETTO AEREO PER TORNARE A CASA LORO BASTA CON TUTTI QUESTI IMMIGRATI
    NOI ITALIANI MORIAMO DI FAME E LORO VENGONO QUI A FARE LA BELLA VITA
    NON SONO UN RAZZISTA, MA LO STATO CI PORTA A DIVENTARE

  4. prima diritto è la casa alle popolazioni locali….quando i residenti si sono stabiliti….bisogna calcolare lo status e da dove provengono…..senza contributo e senza assistenza.

  5. L’elemosina è un moto dell’anima, non deve diventare un obbligo che impegna tutti. Le persone di una medesima etnia convengono di creare, fra loro, forme di solidarietà a vantaggio del proprio gruppo sociale, per la sopravvivenza e difesa della propria etnia, del proprio “villaggio”. Ciò giustifica la tassazione che deve essere finalizzata a sovvenire alle necessità di quei membri del medesimo gruppo che si trovano in momentanea difficoltà; non è giustificabile devolvere risorse a favore di estranei che, oltretutto entrano in casa nostra di “sfroso”. Di più, in una condizione di recessione economica dove i nostri concittadini si uccidono per la disperazione. Che sia tutto programmato per sostituire l’etnia?, in questo caso chi rappresentano gli “eletti”, – che – detto per inciso – non sono stati eletti da nessuno dei cittadini? Per tornare “a bomba” se si vuole mantenere questa politica dell’ “accoglimento” a spese dei cittadini si promuova un “referendum” a “carte scoperte” dove chi ha il “cuore tenero e si dimostra favorevole a sovvenire alle necessità di questa gente si assuma pubblicamente l’ònere del mantenimento.

Commenti chiusi

Le pubblicazioni sul Sito Imolaoggi.it non hanno alcun carattere di periodicita'              © 2017 Imola Oggi. All Rights Reserved. Accedi -