Kosovo, arrestati 12 imam: reclutavano per la jihad in Siria e Iraq

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17 settembre – La polizia del Kosovo ha arrestato, nel corso di un’operazione, 15 persone – per lo più imam – sospettate di propagandare l’islam radicale e di reclutare volontari per la jihad in Siria e Iraq. L’hanno annunciato fonti ufficiali a Pristina.

“L’operazione s’è svolta a livello nazionale” e riveste un’enorme importanza “per la sicurezza del paese, la protezione dell’ordine costituzionale e la preservazione dell’ordine e della legge”, ha spiegato la polizia kosovara in un comunicato.

Sedici siti sono stati perquisiti nel corso dell’operazione, ha spiegato sempre la polizia che ha messo in guardia “i cittadini contro i pericoli che minacciano qualsiasi persona che si avvicini a organizzazioni sospette che siano attive nel territorio della Siria e dell’Iraq”.

L’identità degli arrestati non è stata resa nota, ma secondo i media locali ci sarebbero dentro dodici imam tra i quali quello della Grande Moschea di Pristina, Shefqet Krasniqi, e il vicepresidente del partito islamista radicale Lisba, Fuad Ramiqi.

I sospettati sono accusati d’aver indottrinato i fedeli a un islam radicale, reclutando volontari per i conflitti in corso in Iraq e Siria. Si tratta della seconda operazione del genere nello spazio di un mese.

A metà agosto la polizia aveva arrestato 40 kosovaro-albanesi accusati di essersi uniti ai jihadisti in Siria e di essere in possesso di armi ed esplosivi. La grande maggioranza degli 1,78 milioni di kosovari è musulmana, per lo più moderata. tmnews



   

 

 

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