Isis, la macchinazione USA per invadere Iraq e Siria

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16 set. – Se la coalizione internazionale mobilitata contro i terroristi dello Stato Islamico dovesse fallire, gli Stati Uniti non escludono il ricorso anche a truppe da combattimento a terra. Cosi’ il generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore delle forze armate americane durante un’audizione al Senato insieme al segretario alla Difesa Chuck Hagel sull’offensiva Usa contro l’Isis.

“Se vi fosse una minaccia diretta per gli Stati Uniti” o “se ad una certo punto ritenessi necessario affiancare con i nostri soldati le truppe irachene per colpire specifici bersagli Isil (Stato Islamico dell’Iraq e del Levante), andrei dal presidente per raccomandargli il ricorso anche a truppe da combattimento a terra“, ha detto Dempsey incalzato dai senatori. “No boots on the ground”, cioe’ a dire nessun soldato americano impegnato in combattimenti, era stato il leit motive del discorso alla nazione dal presidente Barack Obama.

La Casa Bianca ha chiesto al Congresso 500 milioni di dollari per finanziare il training e l’equipaggiamento di soldati iracheni e dei ribelli dell’opposizione moderata in Siria, che subito hanno fatto un patto di non belligeranza con ISIS.

Hagel ha spiegato che si trattera’ inizialmente di armamenti leggeri e veicoli. I raid americani in Siria non saranno basati sulla tattica del “colpisci e terrorizza”, ha tenuto a precisare Dempsey durante l’audizione, “bensi’ saremo persistenti e costanti”. Alcuni esponenti del Congresso temono una seconda guerra contro Baghdad, dopo la disastrosa campagna lanciata da George W. Bush.

Dal ritiro delle forze da combattimento americane in Iraq, tre anni fa, sono oltre 1.000 i soldati dispiegati nel Paese dal presidente Obama. Hegel ha definito cruciale, per il successo della coalizione contro l’Isis, l’impegno degli alleati in Medio Oriente. Interpellato sulla forza di Isis, il ministro della Difesa ha definito “significative” le sue capacita’. “Siamo in guerra con l’Isil cosi’ come lo siamo contro al Quaeda – ha rimarcato – ma per distruggere l’Isil serve molto piu’ di un semplice sforzo militare. Sono necessari sviluppi politici nella regione e alleati efficaci impegnati nei combattimenti a terra in Iraq e Siria“.



   

 

 

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