Militari sfilano con cartello “Gesù è gay” e il maggiore Gaynor protesta. Licenziato

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13 settembre – Il maggiore Bernard Gaynor, membro dell’esercito australiano, dopo una battaglia durata più di un anno con il dipartimento della Difesa, è stato licenziato. Tutto è cominciato nel 2013 quando ai suoi colleghi fu permesso di partecipare in uniforme alla parata gay di Mardi Gras (martedì grasso) a Sidney, durante la quale alcuni uomini travestiti da suore portavano in mano cartelli con scritte blasfeme contro Gesù come “Gesù è gay”.

GUERRA IN IRAQ. Gaynor, cattolico di 35 anni e padre di sei figli, aveva pubblicamente dichiarato l’8 marzo 2013, subito dopo la parata, che l’uniforme dello Stato per cui aveva rischiato la vita in Iraq non poteva essere associata a un tale evento, sottolineando che normalmente è vietato partecipare in uniforme ad attività politiche. Membro dell’intelligence dell’esercito dall’età di vent’anni, il maggiore, già ammonito per aver criticato il ritiro delle truppe dall’Iraq e collegato l’islam al terrorismo, il 22 marzo è stato richiamato così dal vicecomandante delle forze armate australiane, A.J. Campbell: «L’esercito non condivide le sue visioni, che sono sia offensive sia divisive (…). Le sue posizioni personali non sono in linea con quelle dell’esercito».

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«INCOERENTE CON L’ESERCITO». Nella missiva Gaynor veniva anche invitato a rassegnare le dimissioni. Cercando di prevenire ogni possibile accusa di lesione della libertà di pensiero, il generale aveva proseguito spiegando che «non è nostra intenzione impedirle di avere la sua opinione, ma se questa opinione è collegata al servizio militare ed è fondamentalmente incoerente con la politica dell’esercito e con i suoi valori, lei dovrebbe rivalutare la sua assunzione. Suggerisco che, in queste circostanze, il corso appropriato delle azioni sia la presentazione delle sue dimissioni».
Gaynor, però, non solo non accettò il “consiglio”, ma il 15 aprile successivo denunciò direttamente il comandante della Difesa, il generale David Hurley, per aver permesso ai militari di partecipare in uniforme alla marcia gay, giudicandola offensiva della morale comune e della sua religione, «condivisa da almeno il 40 per cento dei membri dell’esercito».

bernard-gaynor-australia“MAOMETTO È GAY”. Esaminando il caso, i legali del dipartimento della Difesa diedero parzialmente ragione a Gaynor. Ammisero infatti che marciare alla parata poteva dare al pubblico l’impressione che l’esercito fosse «incline a sostenere questioni politicamente polarizzanti», spingendosi fino ad affermare che «se un membro in divisa avesse partecipato a un raduno in cui fossero state brutalmente insultate le credenze dei membri di una religione diversa dal cristianesimo (per stare nell’esempio, diffamando l’islam con scritte come “Maometto è gay”) quel membro sarebbe stato trattato severamente. Mentre nel caso del Mardi Gras, è accaduto il contrario». Nonostante ciò, il caso fu rimandato al giudizio del comandante. La settimana dopo Gaynor si trovò addirittura con sette accuse mosse contro di lui per inosservanza di ordini e per comportamenti lesivi. La procura militare però segnò un nuovo punto a favore del maggiore facendo cadere tutte le accuse per mancanza di prove.

IL LICENZIAMENTO. Intenzionato a proseguire, il generale decise di scrivere nuovamente al maggiore, ribadendo che «pur rispettando le sue convinzioni religiose, (…) le sue argomentazioni pubbliche minano la mia fiducia nella sua capacità di sostenere i valori dell’esercito australiano e la sua incisività come leader». Nel gennaio 2014 Hurley informò quindi Gaynor che aveva intenzione di licenziarlo. Così, dopo sei mesi, il 10 luglio scorso, giorno esatto del termine di mandato del generale a capo delle Forze armate, la decisione è stata ufficializzata.

Benedetta Frigerio | Tempi.it



   

 

 

1 Commento per “Militari sfilano con cartello “Gesù è gay” e il maggiore Gaynor protesta. Licenziato”

  1. sarei curioso di sapere cosa avrebbe detto il generale se la medesima frase fosse stata detta su Maometto ! io avrei licenziato con ignominia il generale

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