Eni: Descalzi e Scaroni indagati, congelati 83 milioni di dollari

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11 settembre – L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi risulta indagato a Milano insieme all’ex numero uno del colosso energetico, Paolo Scaroni, per una presunta corruzione internazionale in Nigeria. La notizia, pubblicata oggi dal “Corriere della Sera”, trova conferma tra qualificate fonti della Procura del capoluogo lombardo, pronte a precisare che il coinvolgimento di Descalzi non riguarda affatto il suo ruolo di amministratore delegato, ricevuto dal governo Renzi: i fatti risalirebbero a tre anni fa, quando il manager era a capo della divisione Oil di Eni.

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La svolta nelle indagini è arrivata ieri, quando l’autorità giudiziaria britannica ha accolto la richiesta dei pm milanesi Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro di congelare 83 milioni di dollari. Sequestro seguito a quello di 110 milioni chiesto e ottenuto alcuni mesi fa dalla procura di Milano all’autorità giudiziaria svizzera. Soldi che messi insieme superano i 190 milioni di dollari e che – questo il sospetto degli inquirenti milanesi -, sarebbero il frutto della presunta corruzione servita per ottenere dal governo nigeriano la concessione per le esplorazioni Opl-245, in un tratto di mare al largo delle coste nigeriane. Concessione costata all’Eni, complessivamente una somma di circa 1 miliardo e 300 milioni di dollari.

L’Eni ha ribadito “la sua estraneità da qualsiasi condotta illecita” in relazione all’indagine preliminare avviata dalla Procura di Milano sull’acquisizione del blocco OPL 245 avvenuta nel 2011, in Nigeria. L’azienda ha sottolineato di “aver stipulato gli accordi per l’acquisizione del blocco unicamente con il governo nigeriano e la società Shell”.

“L’intero pagamento per il rilascio a Eni e Shell della relativa licenza – ha detto il gruppo – è stato eseguito unicamente al governo nigeriano. Eni prende atto che, da documenti notificati ieri alla società nell’ambito di un procedimento estero che dispone il sequestro di un conto bancario di una società terza su richiesta della Procura di Milano, risultano indagati presso la Procura di Milano l’amministratore delegato e il direttore operazioni e tecnologie”. Eni sta prestando “la massima collaborazione alla magistratura e confida che la correttezza del proprio operato emergerà nel corso delle indagini” conclude il gruppo.  tmnews



   

 

 

1 Commento per “Eni: Descalzi e Scaroni indagati, congelati 83 milioni di dollari”

  1. In politica c’è uno che ha la fedina penale illibata? Sono in Italia avviene tutto ciò…governati da persone indagato o già dichiarate colpevoli!!!

Commenti chiusi

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