Roma: la città dove ognuno fa come cazzo gli pare

 

4 settembre – In questa città ognuno fa come cazzo gli pare. Avete visto le immagini di oggi a via Tor Millina dove i vigili hanno tirato in aria i tavolini abusivi dei ristoranti? Lo diciamo subito prima che qualcuno capisca male: se quei tavolini erano abusivi hanno fatto bene a toglierli (poi si può discutere del modo, non proprio da orsoline, ma questo è ben altro discorso) .

Ecco, ora che abbiamo visto che coraggio hanno gli uomini del comandante Clemente, ci aspettiamo che con la stessa veemenza, la stessa forza, con lo stesso piglio i forzuti vigili urbani prendano metaforicamente a calci in culo rom, zingari e venditori abusivi di paccottiglia varia che smerdano, e qui la merda non è metaforica, le strade di Roma quotidianamente. Lo diciamo chiaro e tondo: NO A DUE PESI E DUE MISURE.

Se dai un metaforico calcio in culo al commerciante italiano, che avrà tutti i difetti del mondo e qualche tavolo in più ma è un cittadino che paga le tasse e crea lavoro, allora pretendiamo medesimo trattamento per chi le tasse non le paga, per chi vendendo merce contraffatta alimenti la mafia e la camorra. Comandante Clemente su questo non faremo un passo indietro. Anzi, ne faremo due avanti con lo stesso piglio dei suoi uomini. Uomo avvisato…

Michele Ruschioni NOIROMA

roma-tavolini



   

 

 

5 Commenti per “Roma: la città dove ognuno fa come cazzo gli pare”

  1. E’ possibile che l’imprenditore abbia occupato suolo pubblico abusivamente, ma è’ sempre la stessa Storia,con i commercianti usano le maniere forti, confische sequestri e in alcuni casi anche violenza, con gli abusivi sono degli agnelli, fanno finta di non vedere….se la fanno sotto!! E non solo a Roma.

  2. Dove gli hanno arruolati? Provengono forse dai buttafuori delle discoteche? I metodi mi paiono molto simili!

  3. La cosa mi lascia ormai indifferente, tra giornalisti indignati altri che la prendono come una regola non rispettata e punita in maniera esagerata ma in ogni modo dovuta, chi rimane in silenzio, rimane il fatto che l’Italia sta morendo non di certo per questi ristoratori, non di certo per le forze dell’ordine e non di certo per quel povero contrabbandiere di marchi costosi che ormai solo pochi politicanti e pochi imprenditori, con le spalle coperte, possono permettersi. L’Italia sta morendo perchè il lavoro non è più un diritto costituzionale, perchè l’importante è pagare le tasse, ma come fare a nessuno interessa, loro vivono nel lusso come possono sapere di quanto tempo, denaro e soprattutto carta occorre per mettere quattro piedi di legno poggiati al suolo “pubblico”, che poi di pubblico c’è ben poco farebbero meglio a chiamarlo suolo privato statale, ma è così, rimaniamo in silenzio e pensiamo al nuovo acquisto della Roma o al nuovo fidanzato della velina, così tanto per dire.

  4. Infatti il giorno dopo c’erano i venditori ambulanti!
    Devo dire che è la prima volta che vedo “sfollare” i beni per occupazione del suolo pubblico, generalmente i vigili fanno multe molto salate e “invitano” a levare ciò che occupa il suolo anche perchè se ce lo lasci tornano e ti fanno una nuova multa (quindi nuove entrate per il comune)
    Magari a vederli fare la stessa cosa quando occupano le case popolari altrui o quando gli ambulanti e i rom SONO sul NOSTRO suolo pubblico….

  5. Chi parla, forse non sa che nelle piazze di Roma oramai si fa lo slalom tra i tavolini dei ristoranti, che si allargano a macchia d’olio fino a ridosso delle fontane! Ma che schifo é? Non si giustificano venditori ambulanti, Rom, mafiosetti etc etc, ma neppure la strafottenza dei ristoratori!

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