Isis decapita Steven Sotloff, il free-lance con la passione per l’Islam

Sotloff

 

3 set. – Gli jihadisti sunniti dello Stato Islamico hanno diffuso un video di 2,46 minuti in cui mostrano la decapitazione del giornalista Usa, Steven Sotloff, 31 anni, rapito in Siria agosto 2013. Lo riferisce il New York Times citando il portale Site che abitualmente monitora i siti web jihadisti. Sotloff e’ l’americano mostrato alla fine del video in cui il 19 agosto venne mostrata la macabra decapitazione del collega James Foley, in cui Is, avvertiva Barack Obama che la vita del secondo ostagio dipendeva da lui. Se avesse continuato i raid aerei in Iraq, Sotloff avrebbe fatto la fine di Foley.

La prossima vittima, la terza, designata dagli jihadisti sunniti dello Stato Islamico sara’ il britannico David Cawthorne Haines, loro ostaggio e indicato esplicitamente dal boia, che oggi ha decapitato il secondo giornalista Usa, Steven Sotloff, come il predestinato. Lo riferisce il portale Site che abitualmente monitora i siti web jihadisti. Si ritiene che Isis abbia anche altri due ostaggi americani tra cui una donna, una volontaria rapita in Siria.

Steven Sotloff era stato rapito il 14 agosto vicino ad Aleppo, in Siria. Trentunenne, originario della Florida, Sotloff parlava l’arabo e aveva collaborato con il settimanale Time ma anche con Foreign Policy, World Affairs, Cnn e Fox News.

Il 28 agosto la madre di Sotloff, Shirley, si era rivolta in un video direttamente al leader del gruppo militante sunnita Abu Bakr al-Baghdadi chiedendo la liberazione del figlio. “Steven non ha alcun controllo sulle azioni del governo degli Stati uniti, e’ un giornalista innocente” e “non dovrebbe essere punito per decisioni che non dipendono da lui”. “E’ un reporter che e’ andato in Medio Oriente per raccontare la sofferenza dei musulmani per mano dei tiranni”, aveva detto la donna implorando la grazia del ‘Califfo, “un figlio, fratello e nipote leale e altruista, un uomo generoso che ha sempre tentato di aiutare i deboli”. Anche sul sito governativo Usa WhiteHouse.gov era comparsa una petizione per chiedere a Obama di salvare Sotloff che in pochi giorni ha ricevuto migliaia di sottoscrizioni. Sotloff amava il mondo islamico e nei suoi reportage si era spesso concentrato sul lato umano dei conflitti mediorientali, ad esempio visitando i campi profughi dei siriani.

“Con ogni probabilita’”, Steven Sotloff non sarebbe stato ucciso oggi ma il 19 agosto insieme al collega reporter James Foley. Non solo. La la stessa sorte sarebbe toccata contemporaneamente all’ostaggio britannico, David Haines, minacciato di subire la stessa sorte nel video diffuso oggi della decapitazione di Sotloff. E’ quanto sostiene il Wall Street Journal che cita fonti dell’amministrazione Obama, secondo il quale il video sarebbe stato diffuso oggi solo per ragioni mediatiche degli jihadisti sunniti dello Stato Isalmico (Is) il cui obiettivo esplicito e’ fare pressione sul presidente americano per fermare i raid aerei sulle loro postazioni in Iraq, e da oggi anche sull’alleato britannico. Le stessi fonti del Wsj, seppur si attende ancora una conferma ufficiale dell’autenticita’ del video, ritengono che non ci sia alcun elemento per ritenere che possa essere falso.

Nel video in cui decapitano un secondo americano, Steven Sotloff e minacciano di uccidere un cittadino britannico, David Haines, intimano al governo iracheno, guidato dallo sciita Haider al Abadi di porre fine “a questa alleanza maligna con l’America contro lo Stato Islamico”. Un ulteriore elemento per acuire le divisioni e le rivalita’ tra le due ‘famiglie’ dell’Islam, sunniti e sciiti.



   

 

 

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