Islamizzazione galoppante: donna in burqa all’anagrafe, fregandosene delle leggi italiane

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30 agosto – Si presenta con il burqa all’ufficio anagrafe di Udine ed è polemica. Secondo quanto riferisce l’ex senatore, ora capogruppo della Lega Nord a Udine, Mario Pittoni, «ieri una donna si è presentata agli uffici comunali del capoluogo friulano completamente coperta da un burqua. Le si vedevano solo gli occhi. Qualcuno, tra gli utenti, ha chiesto l’intervento della Polizia locale, ma ha ricevuto un diniego per mancanza di personale disponibile».

«È normale e soprattutto rispettoso della legge – si chiede ora Pittoni – presentarsi all’ufficio anagrafe con il volto coperto? La legge Reale vieta di indossare indumenti che non permettano il riconoscimento del volto in luoghi pubblici. È vero – osserva – che recentemente la procura di Torino ha archiviato un caso similare, affermando che la donna circolava indossando il burqa in ossequio, secondo un’interpretazione diffusa, ai principi della religione islamica e quindi va riconosciuto il diritto costituzionale di manifestare in qualsiasi forma, anche attraverso la propria immagine esteriore, la propria fede e la propria appartenenza religiosa».

Il capogruppo della Lega annuncia che presenterà «un’interrogazione in consiglio comunale per sapere se all’Anagrafe è stata rispettata la procedura che prevede il riconoscimento della persona e l’utilizzo per i documenti di immagini con il volto ben visibile». gazzettino



   

 

 

10 Commenti per “Islamizzazione galoppante: donna in burqa all’anagrafe, fregandosene delle leggi italiane”

  1. Domanda pertinente: SOTTO il burka, siamo sicuri che c’era una DONNA e non un baffuto e barbutissimo JHAIDISTA?

  2. A bologna in via Massarenti c’è ne sono molte che passeggiano indisturbate con i loro bambini e nessuno fa nulla.

  3. Se sei iscritto al PD, in Italia puoi fare tutto quello che vuoi.
    Non c’è legge che tenga. Vige solamente la legge del PD.

  4. Cosa c’entra il manifestare la propria religione con la legge che impone il riconoscimento del viso???

  5. Italiani rassegnatevi , l’islamizzazione è iniziata…

  6. non me ne frega niente
    io voglio vedere chi ho di fronte

  7. Domani vado in un pubblico ufficio con la maschera di Diabolik, se qualcuno fiata , dirò di essere islamico, tutti scatteranno sull’attenti !

  8. Esiste una legge mai abrogata sul mascheramento, inoltre com’è che i magistrati si ricordano della costituzione per le FESSERIE ma la dimenticano quando si tratta di trattati che strangolano la nostra NAZIONE?
    Da adesso in poi anch’io girerò mascherato come a carnevale e se qualcuno mi multerà gli farò una bella pernacchia parandomi dietro la scusa della religione e del diritto costituzionale.

    P.s. la gente è FESSA perchè perde tempo con le forze del (dis)ordine e con i politici servi delle banche per farsi ubbidire da questi c’è una sola via
    SCIOPERO FISCALE…

    Art. 1.
    L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Art. 40. Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano.

    P.s. i ma(n)gistrati dovrebbero ripassarsi un pò di costituzione

    Art. 8.
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, IN QUANTO NON CONTRASTINO CON L’ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

    Ergo MASCHERATI DA FANTASMI DI CARNEVALE FUORI STAGIONE NON CI POSSONO GIRARE…

  9. Ormai sono come un cancro espanso. In tutte le direzioni…bisogna rare una terapia d urto..se continuiamo a fargli fare come cazzo vogliono nel arvo di pochissimi anni ci ritroveremo nel medio evo islamico SVEGLIA CAZZONI

  10. Cazzo siamo in Italia, comandiamo noi, o No? Quindi la legge va rispettata da noi e da chi è accettato in questo paese . Altrimenti se ne tornassero a casa loro.

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