Immigrati, nuovo business per le Ong: il rimpatrio assistito a spese degli italiani

DOPO IL BUSINESS DELL’ACCOGLIENZA, IL BUSINESS DEL RIMPATRIO

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25 agosto – Ottanta cittadini stranieri provenienti da Marocco, Tunisia e Albania, residenti o domiciliati in Italia, possono fare ritorno nel proprio paese d’origine attraverso un aiuto economico e la costruzione del proprio piano di reintegro. Questo in sintesi il Progetto Ermes, cofinanziato dall’Ue e dal Ministero dell’Interno italiano, messo in atto grazie all’opera di numerose Ong, che durerà fino al giugno 2015.

L’obiettivo specifico è promuovere percorsi integrati individuali o famigliari di reintegrazione socio-economica grazie ad un programma che assista il beneficiario dalla pre-partenza sino alla reintegrazione nel paese di origine, sviluppando sinergie e reti di collaborazione tra organizzazioni e istituzioni pubbliche e private che operano nei paesi di accoglienza e nei paesi di origine, nell’ottica di assicurare la sostenibilità del percorso di ritorno.

Per gli immigrati interessati al Ritorno volontario assistito (RVA) sarà organizzato un sistema di presa in carico che opererà, in un’ottica integrata con i servizi di consulenza sociale, legale, formazione, orientamento e sostegno psicologico. Saranno realizzati colloqui svolti da operatori sociali e se necessario da mediatori linguistico culturale.

Dagli elementi emersi nei colloqui si delineerà un piano di formazione/orientamento personalizzato per ogni candidato. Al termine del percorso di orientamento verrà delineato in maniera condivisa tra operatore e beneficiario un piano di reintegrazione che potrà prevedere la copertura per le spese di affitto dei primi 6 mesi, la frequenza a corsi di formazione professionale, l’acquisto di prime attrezzature necessarie all’avvio di microimpresa. Si prevede, per ogni beneficiario, un sussidio di reintegrazione di 2.000 euro, erogabile in beni o servizi a seguito del ritorno nel paese di origine.

Assistenza alla partenza, preparazione dei documenti di viaggio, acquisto biglietti, organizzazione del viaggio, spedizioni bagagli, espletamento delle procedure richieste dal RVA e accompagnamento all’aeroporto. Previsto un sussidio di prima sistemazione di 150 euro. Nei casi che lo richiedono si prevede assistenza e accompagnamento sanitario per particolari problemi di salute. Le partenze andranno realizzate entro il 31 dicembre 2014. In Tunisia è presente l’ong CEFA che tramite personale qualificato seguirà le persone una volta ritornate in patria.(ANSAmed)



   

 

 

1 Commento per “Immigrati, nuovo business per le Ong: il rimpatrio assistito a spese degli italiani”

  1. Ladri ,criminali questo governo fantoccio è fatto di traditori al servizio dell’europa. Gli italiani muoiono suicidandosi e loro regalano i nostri soldi agli stranieri. Anche in Francia hanno rimpatriato i rom in romania è facevano avanti ed indietro per farsi rimpatriare è riprendere i soldi ridendo dei francesi. Italiani popolo di idioti se non scoppia subito una rivolta. Alfano direbbe qualsiasi cosa pur di rimanere al governo…fantoccio traditore si merita i lavori forzati a vita o l’esilio in Congo.

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