Belluno, protesta dei profughi: vogliamo un posto migliore e cibo africano

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di Olivia Bonetti per ilgazzettino.it
BELLUNO – E’ “scoppiato” ieri pomeriggio il centro di La Secca a Ponte nelle Alpi nel Bellunese dove sono ospitati decine di profughi. I migranti, molti dei quali lì da 4 mesi, si sono messi in strada (la via porta solo alla stazione Per l’Alpago) e hanno cominciato a manifestare il loro disappunto per le condizioni in cui vivono.

«Non vogliamo più stare qui, aiutateci», dicono e solo per poco la situazione non è degenerata. La protesta è rientrata intorno alle 18 e 30, grazie all’intervento dei mediatori culturali, Questura e autorità.

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Cinque le richieste, dei giovani, tutti maschi, tra 20 e 30 anni che arrivano dall’Africa: un posto migliore dove stare, cibo africano, una carta di identità, cure mediche e lezioni di italiano. E poi raccontano la vita umiliante che in 4 mesi hanno dovuto fare qui, nel centro di Ponte nelle Alpi, e chiedono: «Aiutateci».

Da qualche settimana che situazione è precipitata da quando nell’abitazione di La Secca ci sono 40 persone (la capienza massima è di 20-24). Dormono in 20 in una stanza e per tutti c’è un solo bagno e una sola doccia, per ciascuno dei due piani su cui si sviluppa la struttura: non fanno nulla tutto il giorno e sono stufi si sentono isolati. Un unico rasoio elettrico per i 40 ospiti.



   

 

 

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