La Gran Bretagna si è svegliata: Allarme rosso! «Il Califfato può arrivare a Londra»

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17 agosto – «L’estremismo islamico può arrivare in Gran Bretagna se non verrà fatto nulla per fermare il Califfato in Siria e in Iraq». Il primo ministro inglese David Cameron, dopo il giornaliero diluvio di notizie sull’espansione dell’Islam radicale in Inghilterra, ha lanciato un allarme senza precedenti nella storia recente del governo britannico. «Il Regno Unito – ha detto in un’intervista al Sunday Telegraph – si trova al centro di uno scontro generazionale con una branca velenosa dell’estremismo islamico che potrebbe seminare il terrore in tutto il Paese. Dobbiamo fermare il Califfato prima che possa colpire nelle strade di Londra».

 

Il Califfato in marcia verso Londra, insomma, non è più una fantasia generata dagli allarmisti. Il primo ministro britannico, accusato da tutte le opposizioni di non fare abbastanza contro la marea montante dell’estremismo islamico in Gran Bretagna, ha detto che «tutto l’Occidente potrebbe dover fronteggiare uno stato estremista alle sue frontiere se l’Isis e il Califfato raggiungeranno i loro obbiettivi». Le brigate con la bandiera nera che si riconoscono nello Stato islamico dell’Iraq e del Levante – il cosidetto Isis – stanno conquistando terreno in Iraq e in Siria compiendo massacri tra i civili con la stessa logica dei campi di sterminio e delle guerre di religione medievali. I seguaci di Abu Bakr al-Baghdadi, l’autoproclamato Califfo, hanno diffuso senza alcuna remora decine di video che testimoniano della ferocia e della determinazione con cui vengono giustiziati coloro che non si adeguano all’ordine della legge coranica. «Gli attacchi aerei non sono abbastanza per fermare questa organizzazione terroristica – ha detto il premier Cameron nell’esplosiva intervista al più popolare dei giornali domenicali inglesi – Servono misure più adeguate, intelligenti e pazienti per combattere la minaccia».

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I servizi segreti inglesi calcolano che negli ultimi mesi almeno seicento integralisti di nazionalità inglese siano partiti dal Regno Unito per unirsi alle milizie dell’Isis. Il timore più che fondato è che gli estremisti, nella feroce guerra in corso in Siria e in Iraq, crescano militarmente e che poi tornino in Gran Bretagna per fare proseliti e organizzare una vera e proria guerriglia terroristica nel Paese. «La creazione di un Califfato estremista nel cuore dell’Iraq – ha aggiunto con preoccupazione Cameron – non è un problema così distante da casa. Se non agiamo subito per fermare i massacri di questo movimento eccezionalmente pericoloso, esso diventerà ogni giorno più forte e sarà in grado di colpire nelle strade della Gran Bretagna. Sappiamo già ora che il suo obbiettivo è uccidere».

Le dichiarazioni di Cameron segnano una svolta nell’atteggiamento del Governo di Sua Maestà. Cameron, nell’intervista, ha minacciato l’arresto «per tutti coloro che nel Regno Unito metteranno in rete video di reclutamento a favore dell’Isis». Questa volta il premier non ha usato mezze parole, perché l’M15 e l’M16, i servizi segreti, riterrebbero «assolutamente possibile» un tentativo di espansione dell’Isis in Gran Bretagna. I musulmani nel Paese sono ormai più di tre milioni e mezzo, circa il 3,7 per cento della popolazione, e in alcune aree, inclusi alcuni quartieri di Londra e Birmingham, la percentuale supera il 35 per cento.

«Quando l’Inghilterra dovette fronteggiare la minaccia del terrorismo nordirlandese – ha fatto notare giorni fa un esperto di anti-terrorismo – si trattava in fondo di poche centinaia di persone, che peraltro non avevano questa ferocia sanguinaria su larghissima scala e non erano guidati da un crdo religioso. Qui siamo di fronte a un humus composto potenzialmente da milioni di persone e non c’è bisogno di essere geni per capire cosa significa e quale può essere la differenza».

Le parole del primo ministro, alla luce di certi dati, assumono una luce inquietante. «La lotta contro questi terroristi – ha aggiunto Cameron – occuperà tutto il resto della mia vita politica». L’Inghilterra, a quanto pare, si è messa in moto ed è chiaro che il messaggio è diretto a tutta l’Europa. messaggero



   

 

 

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