Crisi, giu’ anche la Germania, economia UE bloccata. La Bce ostinata sul rigore

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14 ago. – La Francia e’ ferma e dimezza le sue stime di crescita e l’economia tedesca frena. Non e’ solo l’Italia a perdere colpi, adesso sono i due principali motori dell’economia europea a imballarsi.

Nel secondo trimestre il Pil tedesco va peggio del previsto e arretra dello 0,2%. A rallentare sono il commercio estero e gli investimenti. Berlino rivede al ribasso anche la crescita del primo trimestre, che passa +0,8% a +0,7%.

Intanto il Pil della Francia nel secondo trimestre resta fermo, come nei primi tre mesi: non e’ recessione ma ci siamo quasi. Di riflesso, il governo di Parigi annuncia che non rispettera’ i target di deficit e fa sapere che a fine anno arrivera’ al 4%, oltre il prefissato 3,8%, che Bruxelles riteneva gia’ eccessivo. Inoltre le stime del Pil di fine anno vengono dimezzate: la Francia crescera’ solo dello 0,5% e non dell’1% come il governo stimava. Senza l’apporto di Germania e Francia, anche il Pil dell’Eurozona mostra la corda.
[callout template=”002″] Inattesa battuta d’arresto per l’economia tedesca. Nel secondo trimestre dell’anno il Pil della Germania accusa una contrazione dello 0,2%. Il dato è peggiore delle attese che indicavano solo una possibile flessione del -0,1%. La crescita del primo trimestre rispetto all’ultimo del 2013 è stata rivista dal +0,8 al +0,7%.[/callout]Lo rivela Eurostat nelle stime flash, secondo le quali l’economia dell’area euro nel secondo trimestre resta ferma su base trimestrale e avanza solo dello 0,7% su base annua.

L’Europa dunque resta al palo e, su Le Monde, il ministro delle Finanze francese, Michel Sapin chiede piu’ flessibilita’ a Bruxelles: “Questa situazione di crescita troppo debole, di inflazione troppo debole e di una riduzione troppo lenta dei deficit trova la sua origine in cause propriamente francesi ma mostra anche una situazione rispetto alla quale solo una reazione globale europea puo’ dare una risposta”. Inoltre Sapin chiede alla Bce di “mettere in atto una politica monetaria in grado di far fronte a questa situazione eccezionale”.

L’appello di Parigi pero’ non trova grande eco a Francoforte. La Bce, nel suo bollettino mensile, ribadisce il suo impegno a ricorrere a strumenti straordinari per far fronte a una prolungata bassa inflazione, ma per ora si accontenta di ricordare che il programma Omrlt sulle operazioni di rifinanziamento a lungo termine rafforzera’ la sua politica accomodante e concorrera’ a riavvicinare al 2% il tetto di inflazione.

Inoltre l’Eurotower chiarisce che la sua ricetta per rilanciare la ripresa “moderata e disomogenea” dell’Eurozona e’ quella di dare piu’ slancio alle riforme strutturali per promuovere gli investimenti privati e creare posti di lavoro, procedendo pero’ in linea con il Patto di Stabilita’ e di crescita e senza vanificare i progressi conseguiti nei conti pubblici.

In compenso la reazione dei mercati ai dati negativi dell’economia reale finora non e’ stata altrettanto negativa.
Le borse europee, dopo un avvio in ribasso, hanno virato in rialzo a meta’ giornata. L’euro si e’ leggermente rafforzato, pur restando sotto 1,34 dollari. Lo spread tra Btp e Bund e’ sotto quota 170 punti, sostanzialmente stabile e il rendimento del decennale tedesco e’ sceso per la prima volta all’1%, a dimostrazione che e’ i titoli del debito pubblico di Berlino sono sempre piu’ considerati dei beni rifugio.



   

 

 

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