Farnesina: due volontarie italiane di 20 e 21 anni rapite in Siria

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6 agosto – Due cittadine italiane sono “irreperibili” in Siria. La conferma arriva dalla Farnesina. Le due ragazze si trovavano ad Aleppo per lavorare a progetti umanitari indipendenti nel settore sanitario idrico. Sul caso stanno lavorando l’unità di crisi e la nostra intelligence. Sono stati immediatamente attivati tutti i canali informativi e di ricerca per i necessari accertamenti. L’unità di crisi ha già preso contatto con le famiglie che vengono tenute costantemente informate sugli sviluppi del caso.

Le volontarie italiane, la 21enne Vanessa Marzullo di Brembate (in provincia di bergamo, lo stesso paese di Yara Gambirasio) e la 20enne Greta Ramelli di Besozzo in provincia di Varese, lombarde, sono le fondatrici del progetto di assistenza medica Horryaty. Erano al secondo viaggio in Siria e questa volta erano entrate nel paese il 28 luglio passando da Atma, uno dei più grandi campi profughi siriani.

Il rapimento sarebbe avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì, meno di 72 ore dopo il loro arrivo in Siria. Secondo fonti locali, diverse decine di uomini armati avrebbero circondato l’abitazione dove le due donne si trovavano insieme a due uomini di scorta, a loro volta sequestrati ma liberati dopo poche ore. Le due ragazze avevano con loro anche circa quattromila euro in contanti.



   

 

 

5 Commenti per “Farnesina: due volontarie italiane di 20 e 21 anni rapite in Siria”

  1. Le due ragazze sono maggiorenni e sapevano dove stavano andando, ma come sempre noi dovremo pagare per recuperarle. Il nostro Governo dice che non ha mai pagato riscatti per recuperare i civili in passato, incredibile che solamente gli italiani vengano liberati dai terroristi senza alcun riscatto.
    Io non capisco se gli italiani se rendono conto che sono soldi pagati dai contribuenti. Le due ragazze volontarie nel momento che decidono di andare in un paese dichiarato a rischio dalla Farnesina e non sono militari italiani o intelligence mandati dal governo non hanno diritto a nessun aiuto da parte del nostro governo quindi non capisco perchè ci sia un unità di crisi per recuperarle.

    • Preferisco che i miei contributi vengano utilizzati per salvare queste due mie coetanee piuttosto che per pagare infrastrutture mai completate, politici corrotti o vitalizi di cinquantamila euro al mese a persone che non hanno mai fatto nulla nella loro vita.
      Potrebbero essere tue sorelle, tue amiche, tue figlie o tue nipoti, per te non hanno davvero nessun diritto a un briciolo di umanità?

    • giusto,, pagano i contribuenti Italiani.magari con una mediazione di qualche agente del servizi segreto che cosi fa un po di “Crosta”
      La loro è una scelta e poi se sono cosi in gamba da organizzare una missione di soccorso a 20 anni in Siria, sicuramente sono in capaci di liberarsi da sole.
      O forse le informazioni che abbiamo sono “false”. Ma paese strano i giovani in italia sono disoccupati e si preoccupano della Siria

  2. Guido Schiesari

    Povere ragazze, ammansite dalla propaganda jihadista di quella bandiera che tengono ben stretta sulle spalle!

  3. paladinoitaliano

    La Sgrena, l’Alpi, ecc. vanno alla ventura, poi le famiglie piangono ed invocano.
    Quando la gente è ideologizzata non capisce più niente e noi dobbiamo investire i soldi per loro, invece di darli ai poveracci ??
    Ma che la piantino e gioiscano del piacere islamico.

Commenti chiusi

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