Velo, boa di struzzo e perizoma leopardato: scempio sui bronzi di Riace

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bronzo-riace2 agosto – Ridicolizzate l’arte e l’anatomia delle due statue calabresi. Ma perchè permettiamo a sedicenti “artisti” stranieri di intervenire in questo modo? La notizia risale allo scorso inverno quando il Museo nazionale di Reggio Calabria è stato aperto alla stampa straniera dopo il ritorno dei Bronzi di Riace.

Finora si sapeva solo che Gerald Bruneau (allievo di Andy Warhol), “artista fotografo” conosciuto piu’ che altro come dissacratore per le campagne provocatorie come quella riguardante la statua di Paolina Bonaparte del Canova, aveva effettuato alcune foto “particolari” ai due guerrieri.

Adesso, grazie al sito Dagospia che ne pubblica diversi scatti, il “servizio fotografico” è diventato di dominio pubblico e  ci auguriamo che susciti le polemiche che merita per l’uso fatto delle statue, coperte a tratti da un velo da sposa, da un boa fuxia e addirittura con le loro nudità rivestite con da perizoma leopardato, tipici della cultura queer e gay. Qui, oltre che la dignità dell’arte, è stata violentata un’idea, quella di essere uomini in quanto tali, maschi per antonomasia, eroi di guerra al culmine dello splendore, nell’immaginario comune simboli di virilità.

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Gerald Bruneau, francese, viaggiatore, “artista”



   

 

 

1 Commento per “Velo, boa di struzzo e perizoma leopardato: scempio sui bronzi di Riace”

  1. patrizia brunelli

    E la chiamano arte? Perchè tutto deve essere trasformato in trasgressivo,ridicolizzato …Mi vanto di essere ignorante e normopensante.

Commenti chiusi

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