Il “Sistema Imola” è fallito. Ora commentano su Facebook

1 agosto – Gli ex Pci, ex Pds, ex Ds, ex Pd, ex Dem ora PdRenzi, per nascondere il default ricorrono alla migliore delle difese, l’attacco ai grillini: “Su Facebook si evocano le pistole, dissociatevi”

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Il becero, strumentale e falso allarmismo dei media locali asserviti ai golpisti del Pdue (Letta-Renzi) tentano di far passare per ‘istigazione alla violenza’, due battute che a loro dire ‘ex leghisti’, ‘simili coglioni’…”.‘fomentiamo odio’ ma che, ogni persona di ragione e buon senso, può valutare in tutti i modi possibili, ma certamente non come parole atte a fomentare odio o violenza.

Pagine di inchiostro hanno inquinato l’ambiente per riportare sui media locali una ‘combine’ tra i servi di partito e gli sponsor di riferimento in merito a quella che al massimo si può definire una ‘boutade’ oppure, veri e propri cazzeggiamenti, che solo chi – come gli ex comunisti –  è in malafede puo’ ‘giudicare’ violenti per gettare discredito sulla concorrenza che gli ha portato via l’elettorato e soprattutto –  e questo è molto grave – infangare comuni cittadini.

E’ ovvio che,  non avendo più proiettili nella propria cartucciera (proiettili? Cartucciera? Ma si potrà dire o è istigazione alla violenza’), gli ex politicanti locali del Pci  provino a distrarre l’opinione pubblica dal fallimento del “SISTEMA IMOLA”. Un bel famoso e decantato “Sistema Imola” che coniugava politica, sociale, economia, cooperativismo e affari più pubblici che privati. Fallimento politico, economico sociale e cooperativo, che in malafede cercano di mascherare strumentalizzando battute che nulla c’entrano con la vera violenza (e loro ne hanno un idea).

I prezzolati servi di partito, senza alcuna verifica (deontologia cosa?), senza neanche prendersi il disturbo di andare sul social network oggetto della propaganda comunista a vedere e verificare con i propri occhi la pagina oggetto della strumentalizzazione a danno dei grillini se non altro, per cercare di capire ed eventualmente – bontà loro -spiegare ai propri lettori come sono andati effettivamente i fatti.

No, che gliene frega? I pennivendoli riempiono le loro pagine gossippare di cronaca trita e ritrita, di articoli politicamente corretti e di pagine piene di annunci – che qualcuno si dovrebbe prendere la briga di denunciare per favoreggiamento della prostituzione (intere pagine che pubblicizzano e pubblicano la vendita di massaggi a 4 mani e prestazioni sessuali di ogni genere di prostitute e trans) –   per distrarre i cittadini imolesi e italiani, impoveriti, indeboliti, vessati, frodati, truffati, umiliati, feriti, violentati e suicidati  (art.580 istigazione al suicidio) dalla rigorosa dittatura del terzo governo golpista asservito ai criminali della Troika che di questi reali problemi locali e nazionali  sono i veri responsabili.

Sul Resto del Cremlino si legge:

“L’allarme del Pd ai grillini: “Su Facebook si evocano le pistole, dissociatevi””
I democratici (?) di Imola, dopo le affermazioni di alcuni esponenti del M5s candidati alle scorse elezioni, contro i consiglieri di maggioranza. Commenti che “oltrepassano ogni limite di decenza”, con tanto di riferimenti espliciti a pistole e “colpi con cui abbattere i consiglieri comunali di maggioranza”.

Falso. Perché delle due persone ‘imputate’ del ‘criminoso atto’, una è un professionista riconosciuto, non è un esponente e neanche attivista, mentre l’altra persona è un attivista e quindi non è un ‘esponente’ del M5S.

Il Resto del Cremlino:

A lanciare l’allarme è il Pd di Imola, segnalando un post che su Facebook vede intervenire “noti esponenti del M5s di Imola, tra cui anche candidati alle elezioni comunali del 2013”. Di conseguenza, i democratici (se la Democrazia è un optional) chiedono “a tutti i consiglieri comunali del M5s di prendere immediatamente le distanze dalle affermazioni di questi esponenti e simpatizzanti del movimento”: questo l’appello formulato dal segretario territoriale Marco Raccagna, da quello comunale Roberto Grementieri e dal capogruppo in Consiglio, Marcello Tarozzi, autori di una nota congiunta.

E’ superfluo ribadire a questi ‘partiticizzati’ che: ”Se sei comunista e onesto, non puoi essere intelligente, se sei intelligente e comunista, non puoi essere onesto e se sei intelligente e onesto non puoi essere comunista”.

Il Resto del Cremlino:

E’ proprio Tarozzi ad aver sollevato il caso, sempre su Facebook, alcuni giorni fa. Tutto nasce dal post di un attivista grillino sulla consigliera comunale Alice Sieli (Pd), finita sotto accusa per il suo impiego all’interno di una struttura che riceve fondi dal Comune. Tra i vari commenti, c’è quello di Isa Tamagnini, candidata grillina alle elezioni 2013, che in riferimento ai consiglieri di maggioranza scrive: “Quanti sono? 18? Azz, solo quattro in piu’ dei colpi di un caricatore di automatica”. Un’altra persona risponde: “Ci sono caricatori da 17 (glock), poi basta che ne prendi per una volta due in fila. Il problema è ci sono sempre tutti assieme?”. E ancora: “Venti colpi, il gioco è fatto. Ma non dà soddisfazione, meglio gli ortaggi”.

Come cercavamo di dire, siccome a questa gente della fallimentare situazione economica del Paese e soprattutto locale non gliene frega una mazza, si preferisce accanirsi sul superfluo invece di parlare della crescente disoccupazione, cassintegrazione e aziende che chiudono o falliscono. Oppure, se non sono all’altezza di tale argomenti, potrebbero parlare ad esempio delle coop che strozzano i contadini pagando loro le pesche nettarine 15/20 centesi al chilo a fronte di un costo di produzione di circa 40 centesimi, grazie allo sfruttamento del lavoro nero degli impiegati della PA, dei pensionati lavoratori e degli immigrati regolari e irregolari pagati 3 euro l’ora – qui come a Castel Volturno – che lavorano nei frutteti imolesi per chiedere poi ai consumatori impoveriti dal governo di ladri e corrotti per le stesse pesche dai 2 ai 3 euro.

Il Resto del Cremlino:

Tarozzi pubblica alcuni screenshot con lo scambio di battute, definendolo “una vergogna”. Il primo a raccogliere la sollecitazione è il capogruppo di Fi, Simone Carapia, che sul profilo del democratico parla di “commenti vergognosi e di una gravità inaudita che vanno immediatamente condannati”. Poco dopo interviene anche il capogruppo di Ncd, Alessandro Mirri: “Simili parole mi ricordano fatti molto gravi degli anni ’70, in cui molte persone venivano ogni giorno fatte oggetto di violenza anche mortale. Se davvero i colleghi consiglieri del M5s sono sinceri prendano immediate distanze da chi ha scritto quelle inaccettabili parole”.

Non entriamo in merito alle dichiarazioni dell’apprendista politicante forse ex Msi, poi ex An, poi ex Pdl e ex Fi ora PdN, Patto del Nazareno e tantomeno all’esponente dei NCD, i Nuovi Comunisti Democrati, ma ci piace ribadire al tipo che ha pubblicato gli screenshot il concetto che abbiamo espresso sopra:  ”Se sei comunista e onesto, non puoi essere intelligente, se sei intelligente e comunista, non puoi essere onesto e se sei intelligente e onesto non puoi essere comunista”. Ad avvalorare questa fondata tesi c’è il ‘falso in atto pubblico’ in quanto il suddetto tipo, ha fatto uno screenshot partigiano solo della parte che gli serviva a gettare fango sulla reputazione e l’onorabilità di persone perbene. Tuttavia, prima di menzionare e soprattutto di additare qualcuno come fomentator di odio, bisognerebbe riflettere e ci auguriamo che chi ha sbagliato ne risponda nelle ‘opportune sedi’.

Il Resto del Cremlino:

Una consigliera grillina, Claudia Resta, in effetti interviene ma non certo per stemperare le polemiche.”Molti di quelli che hanno scritto non li conosciamo neppure”, si difende Resta, che a Tarozzi dice: “Invece che screditare gli altri con qualcosa che non abbiamo scritto noi, della quale non conosciamo neanche chi l’ha scritto (per assurdo potrebbe essere anche qualcuno dei vostri, com’è già successo), vedi di farti apprezzare per quello che fai”. In in altro commento, Resta conferma che l’autore del post originario e Tamagnini “sono nostri attivisti”, mentre altre persone, compreso l’autore delle frasi sui colpi di pistola, “non so chi siano”. Ad ogni modo, “penso che queste parole siano sicuramente da condannare, ma io se fossi in voi – sbotta Resta – prenderei le distanze anche da chi, come qui sopra, si rivolge a me o a noi dicendo che ‘fomentiamo odio’, ‘ex leghisti’, ‘simili coglioni’…”.

Si difende la Resta? Da cosa si deve difendere? Ha confermato che avete scritto il falso e cioè che nessuno delle due persone tirate in ballo è un ‘esponente’ del M5S  e che una di queste è soltanto un’attivista.

Il Resto del Cremlino:

Oggi, la nota con cui il Pd torna sulla vicenda: “Non è ammissibile l’ironia usando parole che incitano alla violenza verso le persone”, scrivono i tre dirigenti democratici (?), “se non si prende subito distanza da queste parole si è di fatto conniventi”. Dunque, “non saranno piu’ tollerate affermazioni al limite della diffamazione o con contenuti violenti”, aggiungono dal Pd, ringranziando Carapia e Mirri per le loro parole. Anche il berlusconiano, per altro, interviene con una nota: “Le espulsioni nel movimento sono all’ordine del giorno, ma qui sembra che a farla franca invece siano sempre i tracotanti”.

La miglior difesa è l’attacco? Bene, in assenza di argomentazioni il Pdrenzi attacca per difendersi. Ed a conferma dell’associazione di regime dittatoriale chiamata anche “Patto del Nazareno” esprime ringraziamenti per le parole dei complici arrivati puntualmente in soccorso rosso.

Armando Manocchia   direzione@imolaoggi.it

In riferimento a: http://www.ilrestodelcarlino.it/imola/facebook-m5s-pd-pistola-1.86374



   

 

 

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