Truffa alla Regione Sicilia: denunciati funzionari di banca Nomura

nomura28 lug 2014 – La banca d’investimenti interessata dal provvedimento di sequestro per 104 milioni di euro, eseguito stamani dalla Guardia di Finanza di Palermo al termine di un’articolata indagine di polizia giudiziaria – delegata dalla Procura della Repubblica del capoluogo siciliano, e’ la giapponese Nomura International, segnalata per l’illecito amministrativo.

Le indagini hanno accertato la responsabilita’ amministrativa della banca d’affari giapponese per i reati di truffa commessi da propri funzionari e dirigenti, reato che ha cagionato alla Regione Siciliana un danno che puo’ stimarsi intorno ai 175 milioni di euro. Nell’inchiesta sono indagati per truffa Marcello Massinelli e Fulvio Reina, consulenti dell’ex presidente della Regione Siciliana Salvatore Cuffaro, e alcuni funzionari dell’istituto di credito

Il secondo filone dell’indagine ha riguardato la ristrutturazione del debito regionale, effettuato attraverso la sottoscrizione di tre contratti aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati tra la Regione Siciliana e la banca Nomura Plc che ha agito – contestualmente – sia nel ruolo di consulente (advisor) che in quello di controparte contrattuale.

Diversi funzionari della banca d’affari sono stati denunciati per truffa ai danni della Regione con l’aggravante dalla partecipazione al fatto di un gruppo criminale organizzato impegnato in attivita’ criminali in piu’ di uno Stato. Gli indagati avrebbero taciuto “maliziosamente” circostanze rilevanti circa il contenuto dei contratti tali da indurre in errore i funzionari della Regione circa la convenienza economica dell’operazione.

I magistrati hanno accertato che una parte dei profitti illeciti e’ stata destinata dalla Nomura a due societa’ off-shore, con sede in Irlanda e nelle Isole Vergini Britanniche, riconducibili a due procacciatori d’affari palermitani che per avrebbero percepito, anche attraverso corresponsioni estero su estero, circa 20 milioni di euro.

I professionisti sono stati denunciati per concorso in truffa, oltre che per evasione fiscale internazionale, essendosi avvalsi di societa’ interposte per sottrarre all’imposizione dello Stato italiano gli ingenti compensi incamerati dalla banca d’affari.

L’intervento dei magistrati ha impedito l’aggravarsi delle conseguenze dannose nei confronti della Regione Siciliana che avrebbe dovuto effettuare il pagamento di una rata semestrale di 6,9 milioni di euro. I sigilli sono scattati a 54 immobili e mobili registrati, quote societarie detenute in 13 societa’, disponibilita’ finanziarie e crediti finanziari per un valore complessivo di 104.534.414 milioni di euro.



   

 

 

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