Il Fondo monetario taglia ulteriormente le stime sul Pil USA

obama24 lug. – Il Fondo monetario internazionale ha rivisto ulteriormente al ribasso le stime sul Pil degli Stati Uniti quest’anno, dal 2% all’1,7% mentre ha confermato al 3% il tasso di crescita nel 2015. La previsione e’ contenuta nell’ultimo staff report dell’Fmi sugli Usa dove si segnala un’accelerazione nei prossimi mesi “ben al di sopra del potenziale, in un range compreso tra il 3% e il 3,5%” ma che non riuscira’ a compensare il calo del Pil del 2,9% registrato nel primo trimestre. “Cio’ significa – si conclude nel rapporto – che la crescita per l’intero anno sara’ un deludente 1,7%”.

Al netto di shock imprevisti, nel 2015 il Pil Usa dovrebbe invece registrare “il tasso di crescita annuo piu’ sostenuto dal 2005”, prevedono gli economisti di Washington. I rischi, in questo scenario, sono rappresentati da “una frenata della crescita nei mercati emergenti, da un’impennata dei prezzi del petrolio collegata agli eventi in Ucraina e in Iraq e da un aumento dei tassi d’interesse prima del previsto”. In ogni caso, si sottolinea nel documento, “con il miglioramento della fiducia, gli investimenti non residenziali potrebbero salire piu’ delle attese e il coinvolgimento della forza lavoro potrebbe rimbalzare”.

Nel medio termine, avverte l’Fmi, “il potenziale di crescita e’ stimato, in media, poco sopra il 2% per diversi anni a causa degli effetti dell’invecchiamento della popolazione, di prospettive piu’ modeste per l’aumento della produttivita’ e dell’alto tasso di poverta'”, saldamente ancorato sopra il 15% nonostante la ripresa in atto. L’Fmi sollecita pertanto “passi immediati” per “accrescere la produttivita’, incoraggiare l’innovazione, aumentare il capitale umano e per aumentare la partecipazione al mercato del lavoro”. (AGI) .

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