Islam – Lavoro: Cgil e Inail si occupano del ramadan

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cgil16 luglio – Ramadan: Durante questo periodo (che dura circa un mese e varia di anno in anno: nel 2014 è cominciato il 29 giugno e si concluderà il 27 luglio) i fedeli musulmani hanno l’obbligo, dall’alba al tramonto, di astenersi dal bere, dal mangiare, dal fumare, dal fare sesso.

I lavoratori musulmani in Italia sono 700mila. La loro presenza ha già determinato in molte aziende accordi interni su orari di lavoro che tengono conto delle pause di preghiera.

Ma il ramadan dura un mese. E coincide con uno dei periodi più caldi dell’anno. Lavorare nei cantieri edili e nei campi senza poter bere può creare problemi seri: disidratazione, ipoglicemia, perdita di coscienza. Con un aumento del rischio di incidenti sul lavoro. Ed ecco che in alcune regioni dove la presenza di lavoratori musulmani è molto alta sono stati predisposti piani specifici di intervento.

In Umbria, la direzione territoriale dell‘Inail di Perugia e Terni ha realizzato un depliant informativo per le duemila imprese edili della regione che contiene una serie di sintetiche indicazioni da seguire per aumentare il livello di sicurezza sul lavoro. Per esempio, tenendo conto del ramadan nella distribuzione dei carichi di lavoro, prevedendo pause e momenti di recupero, tenendo comunque sempre a disposizione dei lavoratori bevande idrosaline. E informando i dipendenti, anche con l’aiuto di mediatori culturali, sui rapporti tra il lavoro e il digiuno. Il depliant poi contiene inoltre indicazioni di primo soccorso in caso di malore.

In provincia di Treviso un’analoga attività di informazione è stata realizzata dalla Cgil per le trentamila azienda dell’area che impiegano lavoratori immigrati. I datori di lavoro sono invitati a verificare chi tra i loro dipendenti seguirà il ramadan, a darne specifica comunicazione al medico competente, e a distribuire i carichi di lavoro tenendo conto della particolare situazione nella quale si trovano i lavoratori musulmani.

In generale si registra da parte dei datori di lavoro un atteggiamento comprensivo. “Non ci sono resistenze o barriere – ha dichiarato all’Agenzia Redattore Sociale Cristiana Bartolucci, responsabile del Cesf, Centro edile per la sicurezza e la formazione, commentando l’iniziativa dell’Inail umbro – i nostri datori di lavoro sono abituati, basti pensare che il 40% degli ingressi in edilizia sono di lavoratori stranieri. Non c’è solo il Ramadan, i datori sono abituati alle interruzioni per la preghiera, ad esempio”.

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1 Commento per “Islam – Lavoro: Cgil e Inail si occupano del ramadan”

  1. Raccuja Giovanni

    bene,molto bene! Ora se un cattolico praticante decidesse di recitare la liturgia delle ore o lavorando in un supermarket volesse santificare la festa ( messa e astinenza dal lavoro ) per stare con la famiglia troverebbe altrettanta attenzione?

Commenti chiusi

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