Coperte dalla testa ai piedi, le donne irachene si preparano alla guerra

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9 luglio – Vestite di nero dalla testa ai piedi, come tradizione tra le sciite. Con gli occhi truccati, che spuntano fuori da lembi di velo nero e canne di Kalashnikov, le donne di Baghdad si preparano alla guerra. Le armi non sono abituate a tenerle in spalla: c’è chi tiene il fucile tra due mani con la fede al dito e chi lo poggia in terra con la canna rivolta verso il basso. Per la Cnn Arwa Damon documenta in un video quello che viene descritto come un corso di addestramento per gruppi di volontarie riunite per le ‘lezioni’ tra le palme e la sabbia di un angolo di Baghdad.

Le irachene, giovani e meno giovani, non vengono addestrate per andare al fronte: l’obiettivo è insegnare loro a proteggere case e figli da un’eventuale offensiva contro la capitale dei miliziani sunniti dello ‘Stato islamico dell’Iraq e del Levante’ (Isil). “I nostri uomini sono al fronte, spetta a noi donne proteggere le nostre case e i nostri figli”, dice una tra le 20-30 partecipanti al corso che durerebbe cinque giorni e sarebbe organizzato dalla Brigata Badr, il braccio armato dello ‘Sciri’, il Consiglio supremo della Rivoluzione islamica in Iraq. Tra le ‘apprendiste-combattenti’ c’è anche una donna che ha portato con sé sua figlia e ce ne è un’altra che il fucile lo tiene con le mani coperte da guanti neri.

La maggior parte di loro ha pianto per la morte di parenti: una ragazza ha perso sia il fratello che suo padre nei combattimenti che insanguinano il Paese arabo che fu di Saddam Hussein. “Dopo quello che è successo a Mosul abbiamo capito che anche noi donne dobbiamo essere addestrate”, dice un’irachena riferendosi all’avanzata dei miliziani di ‘Isil’ nel nord dell’Iraq dopo le conquiste nella vicina Siria. Tra le ‘mamme armate’ che sparano in aria per imparare ad avere dimestichezza con le armi, c’è chi è avvolta in una bandiera irachena con la scritta “Allahu Akbar” (‘Dio è grande’), chi sulla fronte sfoggia una fascia verde o rossa con diverse scritte che evocano nomi di battaglioni richiamando figure della ‘tradizione’ sciita: tutte seguono con attenzione le poche parole dell’istruttore in divisa.

Le donne, spiega la giornalista, si coprono il volto perché non vogliono essere riconosciute. Solo una giovanissima, avvolta in un velo bianco presumibilmente perché più piccola delle altre partecipanti al corso, lascia scoperto il viso. Le ‘miliziane dell’ultima ora’ sono “preoccupate per il futuro”, angosciate dal presente. Una di loro dà voce alle ansie di molte: “Ogni giorno penso: i figli vanno a scuola, torneranno?”.

Tra le ‘mamme armate’ che sparano in aria per imparare ad avere dimestichezza con le armi, c’è chi è avvolta in una bandiera irachena con la scritta ‘Allahu Akbar’ (‘Dio è grande’), chi sulla fronte sfoggia una fascia verde o rossa con diverse scritte che evocano nomi di battaglioni richiamando figure della ‘tradizione’ sciita: tutte seguono con attenzione le poche parole dell’istruttore in divisa. Le donne, spiega la giornalista, si coprono il volto perché non vogliono essere riconosciute. Solo una giovanissima, avvolta in un velo bianco presumibilmente perché più piccola delle altre partecipanti al corso, lascia scoperto il viso. Le ‘miliziane dell’ultima ora’ sono “preoccupate per il futuro”, angosciate dal presente. Una di loro dà voce alle ansie di molte: “Ogni giorno penso: i figli vanno a scuola, torneranno?”. adnkronos

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