Servizio civile per 100 mila giovani, anche immigrati e profughi

servizio_civile8 luglio – i primi 37 mila verranno «reclutati» a partire dal prossimo ottobre utilizzando risorse avanzate dal Fondo nazionale del servizio civile, precedentemente gestito dal ministero della Difesa, in cui affluiscono le donazioni pubbliche e private. I fondi sono già disponibili: circa 125 milioni di euro, cui se ne aggiungeranno altri 55 provenienti dai progetti regionali del piano Garanzia-giovani. L’obiettivo è quello di coinvolgere nel giro di un triennio 100 mila giovani cambiando pelle al nostro servizio civile attraverso progetti di solidarietà, inclusione, legalità a tutela del patrimonio culturale e geologico. Il quadro di riferimento è la legge del 6 marzo 2001 n° 64 che istituì su base volontaria il servizio civile.

«Una cosa che vogliamo fare è aprirlo agli stranieri regolarmente soggiornanti nel nostro Paese», annuncia Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali con delega alle politiche giovanili e al servizio civile. Vuol dire: sì agli immigrati, porte aperte, oltre ai cittadini Ue, anche ai profughi richiedenti asilo. Non servono titoli di studio, solo un’età compresa tra 18 e il 28 anni di età.

Le aree di intervento sono state ridefinite: protezione civile, assistenza, ambiente, patrimonio artistico e culturale, servizio civile all’estero. I volontari riceveranno 433 euro al mese per una durata minima di 8 mesi prorogabili a 12. Ognuno costerà alle casse dello Stato circa 6.000 euro l’anno (si pensa all’esenzione dall’Irap). L’obbligo è limitato alle 30 ore di lavoro settimanali

 

 

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